Tecnologie e comunità: l’analisi approfondita di Igor Guida nel dibattito contemporaneo.

Tecnologie e comunità: l’analisi approfondita di Igor Guida nel dibattito contemporaneo.

Uno dei pionieri nel parlare di comunità è stato John Dewey, oltre un secolo fa. La sua idea di una scuola che è comunità è ancora oggi molto attuale. Potrebbe approfondire questo concetto?

Certamente. Dewey ci offre un’importante lezione: la scuola non deve essere vista come un semplice contenitore di informazioni, ma come un’esperienza di vita condivisa. È fondamentale distinguere tra spazio e luogo. Mentre lo spazio è un’entità geografica, il luogo è un’entità socioculturale, caratterizzata dall’interazione umana. La scuola rappresenta un luogo di condivisione, paragonabile a una piazza o a un quartiere, che conserva una dimensione che nessuna piattaforma tecnologica ha saputo replicare: il non detto, la presenza fisica e le emozioni condivise. Le interazioni umane sono insostituibili; per connessioni autentiche dobbiamo essere disposti a uscire dal nostro silenzio e incontrare gli altri. In questo senso, la scuola è il primo passo per un bambino per esplorare il mondo oltre la famiglia.

Oggi il termine “community” è spesso utilizzato; aggiunge un valore reale alla teoria della comunità educante?

Definitivamente, la differenza tra “community” e “comunità” è significativa. La connessione è di natura tecnica mentre la relazione è umana. La prima è immediata e avviene con un clic, mentre la seconda si costruisce nel tempo, attraverso vulnerabilità e condivisione. Le comunità possono diventare educative se non rimangono isolate nel virtuale, ma si collegano a esperienze reali di partecipazione e incontro. La distinzione fondamentale non è tra online e offline, ma tra comunità aperte e chiuse. In questo contesto, il termine “community” invita a riflettere sulla qualità delle relazioni, piuttosto che sulla loro quantità.


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