Ascolta, non sparare: La ricerca assistita dall’IA per comprendere i lupi di Yellowstone
Gli ululati dei lupi hanno affascinato gli ascoltatori da sempre, suscitando una serie di domande. Per oltre tre decenni, i biologi della fauna selvatica, utilizzando metodi di ricerca tradizionali, hanno cercato risposte dai branchi di lupi del Parco Nazionale di Yellowstone, tra i più studiati sulla Terra. Jeff Reed, nativo del Montana, linguista e ingegnere informatico, si è unito ai ricercatori di Yellowstone nella ricerca per decodificare ciò che chiama “lupino”, utilizzando le tecnologie più avanzate. I dispositivi di ascolto bioacustico di Reed raccolgono ingenti quantità di suoni ambientali ogni anno nell’ampio paesaggio sonoro di Yellowstone. Utilizzando modelli di linguaggio e intelligenza artificiale, Reed ha isolato più di 8.000 ore di vocalizzazioni continue dei lupi, il più grande database del suo genere al mondo. Attraverso un’analisi ripetitiva, Reed ha individuato una serie di distinti richiami dei lupi, che potrebbero significare specifici significati o emozioni.
La tecnologia pionieristica di Reed è già in uso per spiare i branchi di lupi in Italia, e ha un’utilità potenziale per la ricerca e la conservazione della fauna selvatica in tutto il mondo. Il contributore di lunga data di Mongabay, Justin Catanoso, ha riportato questa storia direttamente dal Parco Nazionale di Yellowstone nel Wyoming e da Emigrant, Montana.
Jeff Reed non è stato cresciuto per odiare i lupi. Ma da bambino ha creduto al mito di Cappuccetto Rosso riguardante la loro natura malvagia. Aveva l’abitudine di sparare ad uno se ne vedeva uno. Ma in una notte nella sua fattoria del Montana circa cinque anni fa, una notte che si è rivelata determinante non solo per Reed, ma forse anche per lo studio e la conservazione dei lupi.
