Dire basta senza sentirsi egoiste: imparare a proteggere il proprio equilibrio

Dire basta senza sentirsi egoiste: imparare a proteggere il proprio equilibrio

Uno dei sensi di colpa più difficili da superare è quello legato alle persone che amiamo.

Dire a un figlio che non possiamo occuparci di qualcosa in quel momento, rifiutare una richiesta di un genitore, chiedere al partner di condividere maggiormente i compiti o dire a un’amica che abbiamo bisogno di stare sole non significa voler loro meno bene.

Significa riconoscere che anche i nostri bisogni hanno valore.

Una relazione sana non dovrebbe richiedere la disponibilità totale di una persona. Dovrebbe permettere a ciascuno di avere spazi, limiti e momenti in cui semplicemente non ce la fa.

Il confine non è un muro

Mettere un limite non significa diventare fredde o indifferenti. Un confine può essere gentile e allo stesso tempo fermo.

Non è necessario giustificarsi per mezz’ora ogni volta che si rifiuta qualcosa. A volte è sufficiente dire: “Questa volta non posso”, oppure “Ho bisogno di prendermi del tempo per me”.

Non dobbiamo trasformare ogni nostro “no” in una lunga spiegazione per convincere gli altri che abbiamo una ragione abbastanza importante per pronunciarlo.

Il tempo per sé non è tempo sprecato

Viviamo spesso il tempo dedicato a noi stesse come un lusso da concedersi soltanto quando tutto il resto è stato sistemato.

Prima il lavoro, poi la casa, la famiglia, le commissioni, gli amici. E solo alla fine, se rimane qualche minuto, noi.

Ma quel momento finale spesso non arriva mai.

Per questo è importante smettere di considerare il proprio tempo come quello che rimane dopo aver soddisfatto tutti gli altri. Il riposo, la solitudine, una passeggiata, un libro, un’ora senza telefono o semplicemente il diritto di non fare nulla sono bisogni, non premi.

Dire basta prima di arrivare al limite

Spesso impariamo a mettere un limite soltanto quando siamo esauste. Prima accumuliamo richieste, impegni e responsabilità, poi arriviamo al punto in cui esplodiamo.

Il vero equilibrio consiste invece nell’intervenire prima.

Se una situazione ci pesa continuamente, se una persona ci chiede più di quanto possiamo dare o se un impegno ci sta togliendo energie che non abbiamo, quello è già un segnale. Non dobbiamo aspettare di essere completamente svuotate per autorizzarci a dire basta.

Non dobbiamo essere indispensabili a tutti

C’è anche un’altra trappola nella quale molte donne finiscono: la convinzione che tutto debba passare da loro.

Organizzare, ricordare, programmare, controllare, prendersi cura. Quando diventiamo indispensabili per tutti, però, rischiamo di non essere più presenti per noi stesse.

Delegare non significa essere meno brave. Lasciare che qualcun altro faccia qualcosa al posto nostro non significa perdere il controllo. E permettere agli altri di assumersi le proprie responsabilità può essere persino una forma di rispetto nei loro confronti.

Il senso di colpa non significa che stiamo sbagliando

Forse la parte più difficile è accettare che il senso di colpa possa arrivare anche quando stiamo facendo qualcosa di giusto per noi.

Sentirsi in colpa dopo aver detto no non significa necessariamente che quel no fosse sbagliato. Può semplicemente significare che non siamo abituate a mettere noi stesse tra le nostre priorità.

Come tutte le abitudini, anche questa può cambiare. All’inizio dire no può sembrare quasi innaturale. Poi, lentamente, diventa più semplice.

Proteggere il proprio equilibrio è una responsabilità


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