Decluttering digitale: liberarsi dal superfluo che abbiamo dentro lo smartphone
Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle
Quante volte prendiamo lo smartphone senza sapere davvero perché? Una notifica, una mail, un messaggio, una foto da cercare e improvvisamente sono passati venti minuti. Il telefono è diventato una parte indispensabile della nostra vita, ma nel tempo può trasformarsi anche in un contenitore di informazioni, immagini, app e notifiche di cui non abbiamo più bisogno.
Per questo, proprio come facciamo con gli armadi e i cassetti di casa, ogni tanto sarebbe utile fare ordine anche nella nostra vita digitale.
Il decluttering digitale è proprio questo: eliminare il superfluo dal telefono e dagli altri dispositivi per recuperare spazio, ordine e soprattutto attenzione.
Il disordine digitale non si vede, ma pesa
Il problema non sono soltanto le migliaia di fotografie accumulate negli anni.
Ci sono applicazioni che non utilizziamo più, gruppi WhatsApp in cui non leggiamo quasi mai i messaggi, newsletter che continuiamo a ricevere, notifiche che interrompono continuamente la giornata, account sui social che non ci interessano più.
Tutto questo crea una sorta di rumore di fondo digitale.
Anche quando non apriamo una determinata applicazione, sapere che potrebbero arrivare nuovi messaggi o notifiche ci mantiene in una condizione di continua disponibilità. Il risultato è che diventa più difficile concentrarsi su quello che stiamo facendo.
Partiamo dalle notifiche
Il primo passo del decluttering digitale è probabilmente anche il più semplice: controllare le notifiche.
Non tutte sono necessarie. Un messaggio personale può essere importante, ma una promozione commerciale, una notifica di un’app che utilizziamo raramente o l’ennesimo aggiornamento di un social network possono tranquillamente aspettare.
Disattivare ciò che non serve significa ridurre le interruzioni e lasciare che sia il telefono a seguirci quando ne abbiamo bisogno, invece di essere noi a reagire continuamente a ciò che compare sullo schermo.
Le app che non utilizziamo più
Quante applicazioni abbiamo scaricato pensando che ci sarebbero state utili e che poi non abbiamo mai più aperto?
Una volta al mese si può scorrere l’elenco delle app e chiedersi semplicemente: “L’ho utilizzata negli ultimi mesi? Mi serve davvero?”.
Se la risposta è no, eliminarla può essere un piccolo gesto di ordine.
Lo stesso vale per le applicazioni che svolgono funzioni che ormai non utilizziamo o che abbiamo sostituito con altri strumenti.
Il grande capitolo delle fotografie
Le fotografie sono probabilmente uno degli elementi che occupano più spazio nella memoria dello smartphone.
Screenshot, immagini duplicate, fotografie mosse, ricevute, biglietti, immagini scaricate dalle chat e decine di scatti quasi identici possono accumularsi senza che ce ne accorgiamo.
Non è necessario cancellare ricordi importanti. Basta eliminare ciò che non ha alcun valore e conservare le immagini che raccontano davvero qualcosa.
Un viaggio, una persona cara, un momento speciale: sono queste le fotografie che meritano di rimanere.
WhatsApp e le chat che non finiscono mai
Anche le applicazioni di messaggistica possono diventare piccoli magazzini digitali.
Gruppi di lavoro, chat di vecchi viaggi, conversazioni temporanee e gruppi nei quali non partecipiamo più possono continuare a produrre messaggi e contenuti.
Archiviare o abbandonare le conversazioni che non ci servono più può restituire un senso immediato di ordine.
E prima di inoltrare o conservare una fotografia, un video o un documento, possiamo chiederci: mi servirà davvero tra un mese?
Newsletter: quante ne leggiamo davvero?
La posta elettronica è un’altra zona spesso dimenticata.
Ci iscriviamo a una newsletter per ricevere uno sconto, scaricare un contenuto o approfittare di un’offerta e poi continuiamo a ricevere messaggi per mesi.
Il risultato è una casella di posta piena di comunicazioni che competono con quelle veramente importanti.
Cancellarsi dalle newsletter che non leggiamo più è una delle forme più semplici di pulizia digitale.
Il vero obiettivo non è avere un telefono vuoto
Fare decluttering digitale non significa necessariamente avere poche app, poche fotografie o nessun messaggio.
Il punto non è raggiungere una sorta di perfezione digitale, ma decidere consapevolmente cosa vogliamo tenere e cosa invece possiamo lasciare andare.
Uno smartphone ordinato dovrebbe contenere ciò che utilizziamo, ciò che ci serve e ciò che per noi ha un significato.
Il resto è semplicemente rumore.
Attenzione anche ai social
Il decluttering può riguardare anche le persone e i contenuti che seguiamo.
Possiamo smettere di seguire account che non ci interessano più, silenziare contenuti che ci infastidiscono o allontanarci da profili che ci fanno perdere tempo.
Non è necessario cancellare tutto o fare scelte drastiche. Anche semplicemente ridurre ciò che compare ogni giorno davanti ai nostri occhi può cambiare il rapporto con lo smartphone.
Una piccola pulizia ogni mese
Non serve dedicare un’intera giornata al riordino digitale.
Bastano anche quindici o venti minuti al mese.
Un mese possiamo occuparci delle fotografie, quello successivo delle app, poi delle newsletter, delle notifiche e delle chat.
In questo modo il disordine non torna ad accumularsi e il telefono rimane uno strumento utile, invece di diventare un archivio infinito di cose che non utilizziamo.
Il regalo più importante è recuperare attenzione
Alla fine, il vero obiettivo del decluttering digitale non è liberare qualche gigabyte di memoria.
È recuperare attenzione.
Meno notifiche significa meno interruzioni. Meno contenuti inutili significa meno tempo trascorso a scorrere. Meno applicazioni significa meno occasioni per distrarsi.
E forse è proprio questa la forma più preziosa di ordine digitale: riuscire a prendere in mano lo smartphone quando lo decidiamo noi, e non ogni volta che lo smartphone decide di chiamarci.
Perché fare spazio nel telefono può essere anche un modo, piccolo ma concreto, per fare spazio nella nostra giornata.