Decluttering digitale: liberarsi dal superfluo che abbiamo dentro lo smartphone
Fare decluttering digitale non significa necessariamente avere poche app, poche fotografie o nessun messaggio.
Il punto non è raggiungere una sorta di perfezione digitale, ma decidere consapevolmente cosa vogliamo tenere e cosa invece possiamo lasciare andare.
Uno smartphone ordinato dovrebbe contenere ciò che utilizziamo, ciò che ci serve e ciò che per noi ha un significato.
Il resto è semplicemente rumore.
Attenzione anche ai social
Il decluttering può riguardare anche le persone e i contenuti che seguiamo.
Possiamo smettere di seguire account che non ci interessano più, silenziare contenuti che ci infastidiscono o allontanarci da profili che ci fanno perdere tempo.
Non è necessario cancellare tutto o fare scelte drastiche. Anche semplicemente ridurre ciò che compare ogni giorno davanti ai nostri occhi può cambiare il rapporto con lo smartphone.
Una piccola pulizia ogni mese
Non serve dedicare un’intera giornata al riordino digitale.
Bastano anche quindici o venti minuti al mese.
Un mese possiamo occuparci delle fotografie, quello successivo delle app, poi delle newsletter, delle notifiche e delle chat.
In questo modo il disordine non torna ad accumularsi e il telefono rimane uno strumento utile, invece di diventare un archivio infinito di cose che non utilizziamo.
Il regalo più importante è recuperare attenzione
Alla fine, il vero obiettivo del decluttering digitale non è liberare qualche gigabyte di memoria.
È recuperare attenzione.
Meno notifiche significa meno interruzioni. Meno contenuti inutili significa meno tempo trascorso a scorrere. Meno applicazioni significa meno occasioni per distrarsi.
E forse è proprio questa la forma più preziosa di ordine digitale: riuscire a prendere in mano lo smartphone quando lo decidiamo noi, e non ogni volta che lo smartphone decide di chiamarci.
Perché fare spazio nel telefono può essere anche un modo, piccolo ma concreto, per fare spazio nella nostra giornata.
