Esplosione mortale di bomba WWII in Indonesia legata a pesca illegale, dicono le autorità.
L’eredità della guerra e i rischi in corso
Secondo l’organizzazione HALO Trust, che è la più grande organizzazione umanitaria dedicata alla bonifica di mine, dal termine della Seconda Guerra Mondiale, circa 25.000 persone tra Papua Nuova Guinea e aree limitrofe hanno perso la vita o sono rimaste ferite a causa di ordigni inesplosi. I dati relativi al territorio indonesiano rimangono poco chiari, ma è evidente che il problema persiste in modo allarmante.
Fino ad oggi, le autorità sono a conoscenza del riutilizzo di bombe inesplose, ma molti pescatori continuano a rischiare la vita per estrarre esplosivi da utilizzare nella pesca con esplosivi, una pratica estremamente pericolosa. Le conseguenze di tali attività non si limitano solo a incidenti sporadici, ma colpiscono intere comunità e l’ambiente circostante, con devastanti impatti sulle risorse marine.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’area di Nuova Guinea e delle isole circostanti è stata uno dei teatri di guerra più violenti del Pacifico. Le forze alleate hanno combattuto intensamente contro le forze imperiali giapponesi, portando a bombardamenti pesanti e combattimenti navali che hanno lasciato una grande quantità di ordigni inesplosi disseminati sia sulla terraferma che in mare.
