Eurovision 2026, Corsi: Israele e il dissenso, racconterò tutta la verità
ROMA (ITALPRESS) – La conferenza stampa di presentazione dell’Eurovision Song Contest 2026, che si terrà dal 12 maggio e sarà trasmesso su Rai1, Rai2, RaiPlay e Rai Radio2, ha visto emergere un tema delicato legato alla partecipazione di Israele. La presenza di Israele all’evento ha infatti causato la decisone di cinque nazioni – Spagna, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia – di ritirarsi dalla competizione. La Rai, invece, pur mantenendo la sua partecipazione, ha annunciato una mossa diplomatica: il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore ha spiegato che la Rai intende esercitare una “moral suasion” per invitare, fuori gara, un artista palestinese, cercando così di equilibrare la rappresentanza.
ESC 2026: tra arte e politica, il dibattito acceso
Il direttore Di Liberatore ha definito l’Eurovision Song Contest “la grande festa della musica, un evento basato sull’arte che non dovrebbe avere legami con la guerra”. Una posizione che, seppur condivisibile, ha generato qualche contraddizione tra gli addetti ai lavori, considerando ad esempio la mancata partecipazione della Russia dal 2022 a causa del conflitto in Ucraina. I conduttori italiani della manifestazione, Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, sono intervenuti sul tema sottolineando il loro ruolo: Corsi, in qualità di ambassador UNICEF, ha spiegato di aver visitato zone di guerra e di voler raccontare ciò che accade all’Eurovision senza influenze personali. Ha affermato: “Se ci sarà dissenso, lo racconterò” spiegando di voler offrire una narrazione obiettiva.
