Il potente assistente AI di Instinct suscita preoccupazioni sulla privacy e sicurezza. Titolo: “Instinct: dubbi su privacy e sicurezza dell’assistente AI”
Michael Mignano, il fondatore di Anchor, acquisito da Spotify e ora GP presso Union Square Ventures, ha notato che prodotti come Instinct cambieranno le norme di sicurezza moderne per i consumatori, aggiungendo che “le persone consegneranno sempre più password a app di terze parti, ignare di come o cosa stiano archiviando per loro”.
L’interesse per Instinct e l’IA personale è cresciuto dall’arrivo di OpenClaw, un assistente personale AI diventato popolare per le sue potenti capacità, che ha portato il suo fondatore ad unirsi ad OpenAI per contribuire alla prossima generazione di agenti personali. Un altro assistente basato su messaggi, Poke, è appena uscito per Cognition.
Nonostante le critiche, il team di Instinct non ha ancora risposto alle preoccupazioni o alle lamentele di nessuno su X, preferendo mantenere un basso profilo. (Il bot stesso identifica Luca Borletti, anche ex di Sierra, come coinvolto con l’azienda, ma ciò non è ancora confermato). TechCrunch ha ricevuto comunicazioni da diversi investitori secondo i quali Kleiner Perkins e Conviction hanno investito nella startup e quelle fasi si sono chiuse.
Le richieste di commento inviate sia all’indirizzo email principale della startup che a Shinn direttamente non sono ancora state restituite.
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