Licei storici insoddisfatti: attesa per il parere del CSPI sulle recenti modifiche.
Le Critiche di Cajani sui Nuovi Programmi
Secondo il professor Cajani, il nuovo programma risulta eccessivamente catalogato e prescrittivo, presentando un gran numero di “nuclei tematici” e lunghi elenchi di argomenti. Tali liste, benché utili, mancano di una chiara gerarchia tra temi principali e secondari, inducendo confusione ed inefficienza nell’attività didattica. Tra i dettagli criticabili, emerge la descrizione del passaggio dal Paleolitico al Neolitico, ridotto a una transizione “dal nomadismo alla sedentarietà”, che non coglie la complessità della questione, incluso lo sviluppo di forme di nomadismo pastorale nel Neolitico stesso.
Pertanto, la figura di Alessandro Magno è stata corretta in seguito alle critiche mosse alla prima bozza, che includeva affermazioni discutibili. Anche nella parte dedicata all’età moderna, emergono perplessità: il colonialismo europeo è trattato in modo parziale, con focus sulle esperienze spagnola e britannica, mentre vengono trascurate le storie di Francia e Paesi Bassi. Inoltre, la Rivoluzione francese viene affrontata principalmente attraverso la fase del Terrore, minimizzando il suo significato politico e sociale.
Discutibili sono anche diversi capitoli del Novecento, come il passaggio sull’ascesa del fascismo, dove viene citata l’“abilità tattica” di Mussolini. Cajani evidenzia che tale espressione è superflua e rischia di essere interpretata ambiguanza. Infine, la menzione delle foibe, descritta come “dramma del confine orientale”, rappresenta un’eccezione in un testo che usa termini emotivamente connotati per riferirsi a eventi storici.
