Professore rifiuta nome scelto a studente transgender: la polemica infuria sulla questione di identità.
Polemica in un liceo di Roma per il trattamento di uno studente transgender
Una controversia scuote un liceo di Roma, dove una docente avrebbe ripetutamente rifiutato di chiamare uno studente transgender con il suo nome di elezione, corrispondente all’identità di genere che ha scelto. La denuncia è stata presentata dalla Flc Cgil Roma Est Valle dell’Aniene, che ha raccolto la lamentela della madre del ragazzo.
“Sarai sempre una ragazza: lo dice il tuo nome sul registro elettronico”, avrebbe affermato la professoressa. Lo studente, un giovane fragile che sta affrontando un percorso di supporto psicologico e farmacologico, vive una situazione di grande difficoltà.
Una situazione che si aggrava nel tempo
La situazione è peggiorata a partire da febbraio. “Mio figlio è entrato in classe con un adesivo della Palestina attaccato sul volto, per scherzare con i compagni. La professoressa ha detto che era strano. Da quel momento, è iniziato un acceso confronto sull’uso dei pronomi e sul nome da utilizzare, culminato con una frase scritta sulla lavagna: ‘I diritti trans sono diritti umani’, dichiarazione fatta dal mio ragazzo,” racconta la madre. Le tensioni tra i due sono aumentate, fino a quando lo studente, dopo essere stato ripetutamente zittito dalla docente, ha alzato la voce, e la situazione è degenerata. Nonostante le provocazioni, è stato lui a ricevere una nota disciplinare.
