Sindrome dell’impostore e ripartenze lavorative: Perché dubitiamo di noi stesse e come superarlo

Sindrome dell’impostore e ripartenze lavorative: Perché dubitiamo di noi stesse e come superarlo

Sindrome dell’impostore e ripartenze lavorative: Perché dubitiamo di noi stesse e come superarlo

Settembre porta con sé una particolare forma di pressione: quella delle ripartenze. Dopo una pausa, tornare al lavoro significa spesso riaprire il computer, riprendere progetti lasciati in sospeso, incontrare nuovamente colleghi e responsabili e rimettersi in gioco. Ed è proprio in questo momento che può riemergere una sensazione difficile da spiegare: “E se non fossi abbastanza brava?”


È uno dei pensieri associati alla cosiddetta sindrome dell’impostore, espressione utilizzata per descrivere il fenomeno per cui una persona tende a dubitare delle proprie capacità e ad attribuire i propri risultati a fortuna, circostanze favorevoli o fattori esterni, piuttosto che alle proprie competenze. Nonostante il nome, non si tratta di una diagnosi clinica.

Il rientro lavorativo può amplificare questi dubbi perché rappresenta una nuova verifica delle proprie capacità. Dopo settimane caratterizzate da ritmi differenti, ricominciare può far sembrare improvvisamente più grandi responsabilità che, prima della pausa, apparivano perfettamente gestibili. Imparare a riconoscere questo meccanismo permette di affrontare la ripartenza con maggiore consapevolezza, senza trasformare ogni difficoltà in una prova della propria inadeguatezza.

Che cos’è la sindrome dell’impostore


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