Tachicardia parossistica sopraventricolare: cause e sintomi da riconoscere (pagina 3)

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Tachicardia parossistica sopraventricolare: cause e sintomi da riconoscere (pagina 3)

Per diagnosticare la PSVT, l’elemento chiave è l’elettrocardiogramma (ECG) o il monitoraggio del ritmo cardiaco, che registrano la frequenza e la natura del battito durante un episodio. Spesso però, dato che la tachicardia può risolversi spontaneamente, è difficile raccogliere dati diagnostici in tempi rapidi.

In questi casi di eventi ricorrenti ma difficili da documentare, si ricorre all’uso di dispositivi di monitoraggio continuativo come:

In casi particolarmente complessi, si può ricorrere a studi elettrofisiologici, che permettono di mappare con precisione il sistema elettrico cardiaco e investigare le cause della tachicardia.

Trattamenti efficaci per la tachicardia sopraventricolare parossistica

La gestione della PSVT segue un approccio graduale. In prima battuta si utilizzano le manovre vagali che stimolano il nervo vago, rallentando la frequenza cardiaca. Tra queste tecniche semplici troviamo:

Se le manovre vagali non hanno successo, si ricorre a farmaci specifici per “resettare” il nodo AV o ridurre l’eccitabilità miocardica. Il farmaco più utilizzato in emergenza è l’adenosina, somministrata per via endovenosa. Altri medicinali includono calcio antagonisti, beta-bloccanti, digossina e amiodarone.

Nei casi in cui la tachicardia persiste o si accompagna a sintomi gravi come ipotensione, dolore toracico o difficoltà respiratorie, è necessario eseguire una cardioversione elettrica, ovvero una scarica di energia che riporta il cuore a un ritmo regolare.

Prevenzione e gestione a lungo termine della PSVT

Alcune condizioni mediche o fattori esterni possono favorire la comparsa di PSVT. Sostanze come caffeina, alcol e farmaci da banco che contengono pseudoefedrina possono irritare il sistema elettrico cardiaco e scatenare episodi. Quindi, limitarne l’assunzione è un valido metodo preventivo.

Anomalie elettrolitiche e squilibri tiroidei rappresentano ulteriori fattori scatenanti; la loro correzione è fondamentale per la stabilizzazione del ritmo cardiaco.

Per i pazienti con frequenti recidive di PSVT, possono essere prescritti farmaci specifici come beta-bloccanti, calcio antagonisti o antiaritmici per ridurre il rischio di nuovi episodi.

Quando le recidive persistono nonostante la terapia medica, si può ricorrere a uno studio elettrofisiologico per mappare il sistema elettrico e ablare, tramite radiofrequenza, i circuiti anomali responsabili dell’aritmia. Questa procedura ha un alto tasso di successo e può eliminare la necessità di una terapia farmacologica a lungo termine.

Fonti ufficiali:

Le notizie riguardanti sintomi e cure riportate su blog.it vengono esposte a titolo informativo. Nel caso, voi o i vostri cari, soffriate di una delle patologie da noi trattate vi invitiamo a contattare il vostro medico curante..

Non perderti tutte le notizie della categoria salute su Blog.it

Tachicardia parossistica sopraventricolare: cause e sintomi da riconoscere (pagina 3) - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro