Un progetto innovativo in via di estinzione: cosa sta succedendo davvero?

Un progetto innovativo in via di estinzione: cosa sta succedendo davvero?

Inoltre, è importante sottolineare che l’implementazione di questa figura professionale è stata motivata da dati allarmanti forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che indicano come il 94% degli adolescenti italiani non pratichi l’attività fisica necessaria. Il piano di riferimento prevede un incremento delle ore settimanali dedicate all’educazione motoria da 2 a 3 e l’inserimento di un docente specializzato anche nei primi tre anni della scuola primaria.

Molti istituti scolastici, tuttavia, hanno approfittato dell’Autonomia scolastica per limitare l’EM a una sola ora settimanale nelle classi prime, seconde e terze. Questa riduzione è un chiaro segnale di una gestione poco attenta a un aspetto cruciale per il benessere e lo sviluppo dei nostri giovani studenti.

La Questione delle Cattedre e delle Classi

Un’altra grave problematica che merita attenzione è quella riguardante la gestione delle cattedre. Attualmente, un insegnante specializzato di SM nella scuola primaria si trova a gestire 22 ore frontali distribuite su 11 classi tra quarte e quinte, spesso su vari plessi scolastici (di solito 3 o 4). Sembra una situazione gestibile, ma i fattori complicanti non mancano. Infatti, a causa della denatalità, è possibile che un docente titolare, vincitore di concorso, perda ore e classi, passando da 11 a 10 classi. In tal caso, la figura del docente titolare rischia di diventare “perdente posto”, con la cattedra affidata all’algoritmo delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) con incarichi a scadenza.


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