Cereulide nel latte in polvere: 150 casi in Europa e ritiri di prodotti in Italia.
Allerta alimentare: Contaminazione da Bacillus cereus nel latte in polvere
A tre mesi dai primi richiami, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) hanno aggiornato la situazione riguardante l’allerta legata alla tossina cereulide prodotta dal Bacillus cereus. Sette paesi sono coinvolti, e i casi di gastroenterite continuano a essere sotto indagine, sollevando preoccupazioni riguardo alla sicurezza degli alimenti per neonati.
Panoramica dei casi segnalati
Al 13 febbraio, sono stati riportati oltre 150 casi di gastroenterite in vari paesi europei, tra cui Regno Unito e Spagna, i più colpiti, con 44 e 41 lattanti interessati rispettivamente. Le autorità sanitarie spagnole hanno segnalato 12 ricoveri e 10 ulteriori casi sospetti. La Danimarca ha documentato 32 casi potenziali, mentre in Francia ci sono stati 11 ricoveri, di cui cinque legati a lotti di latte contaminati. È importante notare che in Italia, al momento, non sono stati registrati casi.
La gravità della situazione richiede un’attenzione particolare. Come affermato da Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, “La sicurezza alimentare è una priorità fondamentale. È cruciale che tutti i paesi collaborino per garantire la protezione dei cittadini, specialmente dei più vulnerabili”.
Scoperta della contaminazione e richiami
Il problema è emerso nel novembre dell’anno scorso, quando Nestlé ha scoperto la contaminazione da cereulide durante i controlli di qualità nel suo stabilimento nei Paesi Bassi. I richiami sono stati avviati il 10 dicembre, interessando 25 lotti e inclusi i prodotti venduti in Italia, come il latte in polvere Nidina Optipro 1.
Successivamente, il 23 dicembre, è stata identificata la causa della contaminazione, legata a un fornitore cinese di oli contenenti acido arachidonico (ARA). Ulteriori indagini hanno rivelato che la contaminazione era presente già da ottobre e che il picco si era verificato nel luglio successivo.
L’estensione dell’allerta
Il richiamo da parte di Nestlé si è allargato il 5 gennaio, includendo oltre 800 referenze di latte artificiale distribuite in più di 60 paesi. Solo in Italia, sono stati richiamati nove prodotti, tra cui varie formulazioni di Nan e Nidina. Spesso, la contaminazione non è limitata a Nestlé: altri marchi come Lactalis, Danone e Granarolo hanno emesso richiami precauzionali.
Secondo l’EFSA, i risultati delle misure di controllo possono aver ridotto la probabilità di esposizione a prodotti contaminati. Le nuove linee guida stabiliscono limiti di cereulide nel latte artificiale per neonati, fissando un livello massimo di 0,054 μg/L.
I rischi per la salute dei bambini
Le autorità sanitarie invitano a prestare attenzione ai sintomi gastrointestinali nei neonati, inclusi vomito e diarrea. In caso di sintomi persistenti o gravi, è fondamentale contattare immediatamente un medico. La salute dei piccoli è la priorità assoluta e i genitori devono essere vigili riguardo ai prodotti consumati.
L’EFSA e l’ECDC continuano a monitorare la situazione e hanno sottolineato che, nonostante la probabilità di esposizione sia considerata bassa, è importante non abbassare la guardia. Un portavoce dell’EFSA ha dichiarato: “Le indagini sono in corso e collaboriamo attivamente con tutti i paesi per garantire che simili incidenti non si ripetano”.
Marchi coinvolti in Italia
Ecco un elenco dei principali marchi italiani che hanno effettuato richiami a seguito di questa allerta:
Nestlé
- Nidina Optipro 1
- Nan Supremepro 3
- Nan Supremepro 2
- Nan Supreme Pro 1
- Nan Pre
- Prenan Post
- Nan Expert Pro SL
- Nidina 1
- Alfamino
Granarolo
- Granarolo Bimbi 2
Sterilfarma
- Monello 2
Danone Nutricia
- Aptamil (varie formulazioni)
- Mellin (varie formulazioni)
Per la sicurezza dei bambini, i prodotti coinvolti devono essere restituiti ai punti vendita e non somministrati ai lattanti.
Fonti ufficiali
Le informazioni sono state ricavate da rapporti ufficiali dell’EFSA e dell’ECDC. Per ulteriori dettagli, è possibile consultare i rispettivi siti web delle autorità sanitarie.
In un momento di crescente preoccupazione per la sicurezza alimentare, il monitoraggio e la trasparenza delle informazioni sono cruciali per garantire la salute pubblica, specialmente per i più giovani.
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