Conoscenze dell’antica Maya aiutano agricoltori guatemaltechi a ridurre l’uso di agrochimici.
Le piante locali, come il chichicaste, una pianta coperta di peli urticanti, e la flor de muerto, utilizzata nei riti religiosi, sono tra le più comuni nel creare queste soluzioni. Entrambi rappresentano risorse preziose non solo per la protezione delle coltivazioni, ma anche per le loro proprietà medicinali. Inoltre, gli agricoltori stanno incrementando l’uso di fertilizzanti naturali provenienti da letame di animali e vermicompostaggio.
Il Passato e il Futuro dell’Agricoltura in Guatemala
Negli anni ’50, la rivoluzione verde ha segnato un aumento in uso di agrochimici in Guatemala, con tecniche agricole sempre più industrializzate. Negli anni ’70, tuttavia, si è iniziato a notare il legame tra queste pratiche e problemi come la degradazione del suolo e la salute umana compromessa. Oggi, circa il 25% del suolo in Guatemala è considerato degradato a causa di pratiche agricole insostenibili.
In risposta a questo scenario, gli agricoltori stanno allontanandosi dall’uso eccessivo di chimici. Dal 2007, l’uso annuale di pesticidi è diminuito significamente, da circa 22.900 tonnellate a 13.000 tonnellate nel 2023. Sebbene questo valore sia al di sotto di molti paesi della regione, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) avverte che l’alta dipendenza dai pesticidi rimane una minaccia per la salute degli ecosistemi locali.
