Dalla spiaggia alla scrivania: come cambia il nostro cervello quando finiscono le vacanze

Dalla spiaggia alla scrivania: come cambia il nostro cervello quando finiscono le vacanze

Dalla spiaggia alla scrivania: come cambia il nostro cervello quando finiscono le vacanze

Fino a pochi giorni fa la sveglia non era una priorità, le giornate scorrevano senza orari rigidi e il tempo sembrava avere un ritmo completamente diverso. Poi, improvvisamente, tornano la sveglia, il traffico, le email, le riunioni e la lista delle cose da fare. È il momento del rientro dalle vacanze, quella fase in cui passare dalla spiaggia alla scrivania può sembrare molto più faticoso di quanto ci aspettassimo.


Non è soltanto una questione di poca voglia di lavorare. Durante le vacanze cambiano infatti abitudini, ritmi del sonno, esposizione alla luce, attività fisica e quantità di stress. Il cervello si abitua rapidamente alla nuova situazione e, quando la routine ricomincia, ha bisogno di tempo per riadattarsi.

In vacanza il cervello cambia ritmo

Quando siamo lontani dalla routine quotidiana diminuiscono spesso gli stimoli associati agli obblighi e alle scadenze. Non significa che il cervello smetta di lavorare: semplicemente cambia il tipo di attenzione che gli viene richiesta.

Una giornata trascorsa tra mare, passeggiate, conversazioni e attività piacevoli può lasciare più spazio a momenti di pausa e a una minore pressione sulle prestazioni. Il risultato è che, al rientro, la normale quantità di impegni può apparire improvvisamente molto più pesante.

È anche per questo che nei primi giorni di lavoro possiamo avere la sensazione di essere meno concentrati, più irritabili o mentalmente affaticati. Nella maggior parte dei casi si tratta di una fase transitoria legata al cambiamento delle abitudini.

Il sonno è uno dei primi a risentirne


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