Dalla spiaggia alla scrivania: come cambia il nostro cervello quando finiscono le vacanze

Dalla spiaggia alla scrivania: come cambia il nostro cervello quando finiscono le vacanze

Durante le vacanze gli orari possono diventare più flessibili: si va a letto più tardi, ci si sveglia senza la sveglia e magari si recupera il sonno perso durante l’anno. Quando ricomincia il lavoro, invece, l’orario della sveglia torna improvvisamente fisso.


Il nostro organismo possiede un proprio orologio biologico, il ritmo circadiano, che regola anche il ciclo sonno-veglia. Cambiare bruscamente gli orari può quindi lasciare per alcuni giorni una sensazione simile a quella del jet lag, anche senza aver preso un aereo.

Anticipare gradualmente l’orario in cui si va a dormire e mantenere orari regolari può aiutare il corpo a ritrovare il proprio equilibrio.

Perché il lavoro sembra più pesante dopo le ferie

Il contrasto è probabilmente uno degli elementi che percepiamo maggiormente. Dopo giorni in cui abbiamo potuto scegliere cosa fare e quando farlo, tornare a orari prestabiliti e responsabilità può generare una sensazione di perdita improvvisa della libertà.

A questo si aggiunge il carico cognitivo. Il cervello deve nuovamente gestire appuntamenti, scadenze, messaggi, informazioni e decisioni. Nei primi giorni può quindi essere utile evitare di concentrare tutto immediatamente: riprendere gradualmente aiuta a ridurre la sensazione di essere sommersi.

Il buonumore delle vacanze non deve finire con le vacanze

Le vacanze possono avere effetti positivi sul benessere proprio perché interrompono temporaneamente la routine e permettono di dedicare più tempo ad attività piacevoli, relazioni sociali e recupero.

Il problema nasce quando pensiamo che tutto questo debba necessariamente terminare il giorno del rientro. Mantenere alcune piccole abitudini conquistate durante le ferie può invece rendere più morbido il passaggio alla vita quotidiana.

Una passeggiata dopo il lavoro, una cena senza telefono, qualche ora all’aperto nel fine settimana o semplicemente continuare a dedicare tempo alle persone con cui siamo stati bene possono diventare piccoli “pezzi” di vacanza inseriti nella routine.

La vera soluzione è non aspettare la prossima estate


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *