Difetti cardiaci congeniti: quali sono e come affrontarli
Esistono diverse forme di difetti cardiaci congeniti, ognuna con caratteristiche specifiche che influenzano il flusso sanguigno e la funzionalità cardiaca:
- Difetto del setto atriale (DSA): presenza di un foro nella parete che separa le due camere superiori del cuore (atri). Questo consente il passaggio di sangue tra le due camere, aumentando il carico di lavoro del cuore e il rischio di ipertensione polmonare.
- Difetto del setto ventricolare (DSV): foro tra i due ventricoli, che provoca il passaggio di sangue ossigenato dal ventricolo sinistro a quello destro, aumentando il lavoro cardiaco e il rischio di problemi polmonari.
- Dotto arterioso pervio (DAP): apertura persistente tra l’aorta e l’arteria polmonare, che causa un flusso sanguigno anomalo e sforzo cardiaco eccessivo.
- Coartazione dell’aorta: restringimento dell’aorta che provoca ipertensione nella parte superiore del corpo e rischio di insufficienza cardiaca se non curato.
- Tetralogia di Fallot: combinazione di quattro anomalie cardiache che possono causare cianosi e riduzione dell’ossigeno nel sangue.
- Trasposizione dei grandi vasi: l’aorta e l’arteria polmonare sono scambiate di posizione, causando una scarsa ossigenazione del sangue.
- Stenosi polmonare e aortica: restringimenti delle valvole che ostacolano il flusso sanguigno e aumentano il carico sul cuore.
- Atresia tricuspidale: assenza o non funzionalità della valvola tricuspide, con conseguente cianosi e insufficiente ossigenazione.
