Disoccupazione record: 1 su 3 salta colloqui. Necessaria formazione e orientamento per candidati.
Il divario tra domanda e offerta di lavoro
Un altro elemento di riflessione riguarda le regioni italiane. Le zone economicamente più sviluppate, come la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, registrano la maggiore difficoltà nel reperire personale. Nella Valle d’Aosta, nel 2025, il 39,5% delle assunzioni è andato a vuoto per mancanza di candidati. Le percentuali sono alte anche in Veneto (33,5%) e Emilia Romagna (33%). Al contrario, la Puglia ha mostrato un tasso di adesione più favorevole, pari al 25%. Questa disparità solleva interrogativi su quali fattori influiscano sulla disponibilità di candidati in aree con buone opportunità lavorative.
Secondo il rapporto della Cgia, i motivi alla base di questo fenomeno sono molteplici. I giovani di oggi non cercano soltanto uno stipendio, ma anche un buon equilibrio tra vita personale e professionale, flessibilità e opportunità di crescita. Questi obiettivi, spesso difficili da raggiungere, potrebbero spiegare l’assenza ai colloqui di lavoro. Inoltre, il tasso di natalità in forte calo ha contribuito a ridurre il numero di giovani disponibili nel mercato del lavoro, rendendoli una risorsa sempre più rara.
Un altro aspetto importante è che le aziende sono alla ricerca di figure tecniche e specializzate. Tuttavia, il sistema educativo non riesce a fornire un numero sufficiente di professionisti allineati alle esigenze del mercato. Per far fronte a questa situazione, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha introdotto la riforma 4+2 nelle scuole tecnico-professionali, che prevede di completare il biennio finale presso gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS). Questi istituti offrono una preparazione specialistica con esperti del settore come docenti, garantendo un’alta probabilità di assunzione al termine dei corsi.
