Estrazione mineraria in alto mare: la maggiore minaccia per le creature degli abissi.
La direttrice del programma oceani presso il Center for Biological Diversity, con sede negli Stati Uniti, Miyoko Sakashita, ha dichiarato che la ricerca “conferma la mia più grande paura: l’estrazione mineraria in mare profondo porterà a una crisi di estinzione oceanica”. Sakashita ha chiesto un divieto immediato dell’estrazione mineraria in mare profondo, in coincidenza con l’incontro annuale dell’Autorità Internazionale dei Fondali Oceanici che si svolgerà a Kingston, in Giamaica, nelle prossime due settimane.
Chen ha definito l’incontro “un punto cruciale per decidere il futuro dell’estrazione mineraria in mare profondo”. Negli ultimi dieci anni, la ricerca ha rivelato che la biodiversità recentemente scoperta, non descritta e sconosciuta nei fondali marini potrebbe subire danni irreparabili a causa di tali pratiche estrattive.
“Spero che tutti i soggetti interessati riflettano un momento sulle specie che le loro future azioni potrebbero portare all’estinzione e avvertano il peso di questa responsabilità”, ha affermato Chen.
La situazione del Lirapex felix rappresenta solo una delle tante sfide legate alla protezione della biodiversità marina. La crescente pressione dell’industrializzazione degli oceani e le attività economiche legate alle risorse sottomarine pongono interrogativi critici sul futuro degli ecosistemi marini e il loro equilibrio delicato. È fondamentale per i decisori politici e le istituzioni internazionali affrontare in modo serio queste problematiche per assicurare la sopravvivenza di specie in pericolo e la salute degli oceani.
Le fonti ufficiali sui temi trattati sono disponibili attraverso l’IUCN e gli studi pubblicati riguardo alla biodiversità marina da ricercatori come Chong Chen.
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