Fiume più lungo dell’Asia inquinato da arsenico legato a miniere in Myanmar.
Rischi per la Salute e la Comunità
Nonostante i dati rassicuranti delle autorità thailandesi che affermano che i livelli di arsenico potevano essere considerati sicuri, le comunità fluviali non si sentono al sicuro. Lo stesso Saw Si Paw, sebbene non preoccupato, è testimone del cambiamento nella vita quotidiana della sua comunità. Le autorità locali hanno avvertito i pescatori di evitare il pesce del Salween, mentre molti residenti si sentono costretti a continuare a consumare il pesce, a causa della mancanza di opzioni alternative.
“Dopo le forti piogge, abbiamo notato che la pelle diventa pruriginosa, ma abbiamo sempre pensato che fosse normale quando l’acqua si intorbidisce,” ha affermato Saw Si Paw, mostrando un certo scetticismo nei confronti delle preoccupazioni emerse.
I Duemila Disoccupati di Tha Ta Feng
Una delle comunità più colpite dall’inquinamento è Tha Ta Feng, dove un ex rifugiato, Luh Ge, ha smesso di utilizzare l’acqua del Salween per l’irrigazione dei suoi raccolti. Dopo aver sentito parlare della contaminazione, ha dovuto cercare fonti d’acqua alternative, ma questo non è possibile per molti nei villaggi circostanti.
Le indagini hanno rivelato che le sostanze inquinanti, tra cui arsenico, cianuro e piombo, hanno contaminato oltre 100.000 rai di terreni agricoli. Questo ha portato molti agricoltori a utilizzare comunque l’acqua contaminata per le proprie coltivazioni. Di fatto, le persone continuano ad utilizzare ciò che hanno, senza alternative praticabili.
Un Appello alla Responsabilità
Le autorità tailandesi hanno mostrato scarsa capacità di risposta. Sebbene si siano registrati alcuni sforzi per sensibilizzare la popolazione, la carenza d’informazione e la latitanza istituzionale aggravano un problema che viene ignorato. Pochi nelle comunità hanno accesso a informazioni chiare sulla contaminazione e sulle misure di sicurezza. Lamnuetor Dangdan Wiman, presidente della Salween Youth Network, ha denunciato come la risposta delle autorità non sia stata adeguata, e le informazioni fornita dai medici spesso risultano poco utili.
Molti pescatori, come Say Yuth, si trovano in una situazione precaria poiché non riescono a vendere il pesce e sono costretti a cercare guadagni altrove, ingrossando così la lista delle persone disoccupate.
Le autorità tailandesi non sembrano avere una strategia chiara per affrontare la questione della contaminazione del Salween. Pianporn Deetes, direttrice di Rivers and Rights, sottolinea l’importanza di un intervento rapido per identificare le fonti di inquinamento e fornire acqua potabile alle comunità interessate.
Riflessi sull’Ecologia e sulla Società
Il Salween, noto per essere il fiume ininterrotto più lungo dell’Asia, è una risorsa vitale per la biodiversità e le comunità lungo le sue sponde. La contaminazione minaccia non solo la salute pubblica, ma anche l’ecosistema. Ricercatori avvertono che la crescente richiesta globale di minerali critici potrebbe intensificare ulteriormente il problema dell’inquinamento.
Con la ripresa dei conflitti nei territori minerari del Myanmar, il futuro del fiume Salween e delle comunità che dipendono da esso è incerto. È necessario un impegno collaborativo tra i due paesi per affrontare questa crisi e proteggere le risorse naturali e la sicurezza alimentare delle popolazioni locali.
Le testimonianze, le indagini e i dati raccolti rappresentano un’importante chiamata per l’azione immediata, sottolineando che il fiume Salween non è solo un simbolo di vita e cultura ma anche un’area a rischio che richiede un intervento urgente e sostenibile.
Fonti:
- Informazioni fornita dal Chiang Mai University Institute of Health Sciences
- Rapporti della Pollution Control Department della Thailandia
- Notizie e articoli di Mongabay.
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