GRAI: L’intelligenza artificiale rende la musica più sociale senza sostituire gli artisti.

GRAI: L’intelligenza artificiale rende la musica più sociale senza sostituire gli artisti.

Un Approccio Innovativo alla Creazione Musicale

Ilya Liasun, co-fondatore e CEO di GRAI, attualmente residente in Polonia insieme a gran parte del team, spiega che la missione dell’azienda è ripensare il nostro modo di interagire e consumare musica con l’IA. “La musica è una delle ultime grandi categorie di consumo che non è diventata ‘creator-first’,” afferma. Secondo lui, ci sono diverse problematiche nel panorama musicale attuale: la scoperta della musica è complicata, l’ascolto tende ad essere passivo e il contesto sociale spesso manca.

Contrariamente alle previsioni di alcuni, Liasun non crede che l’intelligenza artificiale possa minacciare artisti e case discografiche. Anzi, il team di GRAI è convinto che l’IA possa sviluppare nuovi modi di vivere la musica, non limitandosi alla generazione di brani attraverso tecnologie di AI generativa.

Il focus dell’azienda è rivolto agli utenti della Gen Z e della Gen Alpha, che tendono a scoprire nuova musica attraverso la cultura, cioè tramite amici, fandom e contenuti in formato breve come quelli di TikTok. Questi utenti non si sentono necessariamente musicisti o produttori; ciò che desiderano è semplicemente partecipare.


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