GRAI: L’intelligenza artificiale rende la musica più sociale senza sostituire gli artisti.
Per alimentare le proprie app social, GRAI ha sviluppato un proprio grafo di gusti e partecipazione, oltre a un’infrastruttura personalizzata. Sta costruendo una “pipeline di derivati” insieme a sistemi audio in tempo reale, progettati per preservare l’identità delle tracce originali mentre permettono le trasformazioni artistiche. “La nostra ambizione è collaborare con artisti e le loro etichette per rendere legale questo tipo di attività. Non siamo interessati a condividere musica generata casualmente per le piattaforme di streaming; il nostro focus è sull’interazione,” afferma Liasun.
Gli utenti possono così giocare con i brani all’interno delle app di GRAI, remixando melodie preferite o alterando il loro stile. I brani modificati non solo consentono agli utenti di esprimersi, ma potrebbero anche generare nuove fonti di pagamento dei diritti d’autore per gli artisti e le etichette coinvolte.
GRAI ha deciso di consultare le etichette discografiche prima di lanciare i propri app social. “Vogliamo costruire un sistema futuro in cui gli artisti possano decidere di partecipare o meno,” spiega Liasun. Questo approccio è un principio cardine per GRAI: “prima chiediamo ai proprietari, poi integriamo.” Non sono state rivelate informazioni su eventuali accordi già conclusi con le case discografiche.
