Importanza della conoscenza ecologica nelle conservazione: il deserto dell’Egitto ne è un esempio lampante.
L’Egitto è famoso per le sue antiche rovine, ma le sue aree protette e le riserve della biosfera contengono un’altra forma di patrimonio: valli fossili, piante del deserto, sistemi costieri collegati alla barriera corallina, rotte di migrazione, formazioni geologiche e conoscenze umane plasmate da ambienti aridi. Le estensioni dei deserti non sono vuote – o semplicemente spazi aperti tra monumenti archeologici – ma sono luoghi pieni di vita, e questo punto è di urgente importanza, sostiene un nuovo editorial. “Se la conservazione vuole funzionare in questi paesaggi, deve ascoltare più attentamente. Deve considerare le conoscenze ecologiche locali non come aneddoto, e l’interpretazione non come decorazione, ma come strumenti per rendere la protezione più radicata, più comprensibile e più giusta”, scrive l’autore. Questo articolo è un commento. Le opinioni espresse sono quelle dell’autore, non necessariamente di Mongabay.
L’Egitto deserto è spesso presentato al mondo come vuoto: orizzonti vasti, silenzio, calore, sabbia e pietre. Nei depliant turistici diventano scenari drammatici. Nella scrittura archeologica possono apparire come corridoi intorno ai monumenti. In alcuni documenti sulla conservazione sono spazi fragili che necessitano di gestione tecnica da parte esterna. Ma queste descrizioni trascurano qualcosa di essenziale. I deserti non sono vuoti. Sono paesaggi viventi, archivi ecologici e sistemi di conoscenze. Per le comunità locali del deserto, il paesaggio non è uno sfondo vuoto. Viene letto attraverso l’acqua, le piante, le tracce, le rotte di pascolo, i venti, i movimenti stagionali, le storie, i rischi e i ricordi. Una valle, una sorgente, una pianura costiera o un valico montano possono contenere informazioni su come persone e vita non umana si sono adattate alla scarsità. Questo tipo di conoscenze ecologiche locali non è un’aggiunta decorativa alla conservazione. Può aiutare i ricercatori e i gestori a capire come vengono usati, ricordati e spiegati i paesaggi.
