Integrazione degli alunni stranieri: differenze tra inclusione e assimilazione nei contesti scolastici.

Integrazione degli alunni stranieri: differenze tra inclusione e assimilazione nei contesti scolastici.

Il concetto di ‘inclusione’ viene spesso citato come soluzione, invocando misure compensative che prevedono la collaborazione tra compagni e un graduale inserimento dell’alunno straniero nell’ambiente italiano, anche se continua a usare la sua lingua in famiglia. Questo approccio mira a consentire all’allievo di raggiungere una certa ‘maturità’ senza bocciature, ma non è chiaro quanto questo modello soddisfi le esigenze sia dell’individuo che della comunità. Per mantenere l’attuale modello integrativo, si dovrebbe considerare anche l’idea di estendere i tempi di apprendimento, accettando l’eventualità di ripetizioni non punitive, per rafforzare la preparazione linguistica e culturale degli alunni stranieri.

La mia opinione sul modello scelto dall’Italia per l’inserimento degli studenti non italofoni è di perplessità. Proporrei un approccio più incisivo: il ragazzo straniero, che non padroneggia l’italiano, dovrebbe dedicare un anno intero all’apprendimento della lingua, insieme ad altri coetanei nella stessa situazione. Solo successivamente, si dovrebbe valutare in quale classe inserirlo, considerando il suo livello di competenza linguistica.


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