La Trump administration difende il divieto per esperti di moderazione dei contenuti negli Stati Uniti.

La Trump administration difende il divieto per esperti di moderazione dei contenuti negli Stati Uniti.

La Trump administration difende il divieto per esperti di moderazione dei contenuti negli Stati Uniti.

La Battaglia Legale della Amministrazione Trump sui Diritti di Moderazione dei Social Media

La gestione Trump è attualmente impegnata in una lotta legale per mantenere alcuni sostenitori della moderazione dei social media al di fuori degli Stati Uniti. Questa disputa si è intensificata recentemente, quando il giudice della Corte distrettuale statunitense James Boasberg ha esaminato le argomentazioni in un processo che coinvolge la Coalition for Independent Technology Research (CITR) e il Segretario di Stato Marco Rubio, insieme ad altri funzionari dell’amministrazione Trump.

L’oggetto della causa riguarda una politica che consente il restringimento dei visti a funzionari stranieri che “richiedono alle piattaforme tecnologiche americane di adottare politiche globali di moderazione dei contenuti”. La CITR sta cercando di ottenere un’ingiunzione preliminare che blocchi tale politica, già citata dal Dipartimento di Stato in risposta a sanzioni imposte a cinque persone impegnate in questioni relative alla disinformazione online.

Le Sanzioni e il Contesto della Politica

La politica controversa è stata annunciata a maggio dello scorso anno, con il Dipartimento di Stato che ha emesso le sanzioni a dicembre, affermando che i soggetti colpiti “hanno promosso azioni di censura da parte di stati stranieri”. Tra i nomi citati figurano il precedente ufficiale dell’UE Thierry Breton e dirigenti del Center for Countering Digital Hate (CCDH) e del Global Disinformation Index (GDI), entrambi membri della CITR. Imran Ahmed, CEO del CCDH e oggetto di queste sanzioni, è un residente legale permanente negli Stati Uniti secondo quanto riportato dalla CITR.


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