La Trump administration difende il divieto per esperti di moderazione dei contenuti negli Stati Uniti.

La Trump administration difende il divieto per esperti di moderazione dei contenuti negli Stati Uniti.

Uno degli aspetti più inquietanti di questo “effetto di chilling” è il blocco della ricerca scientifica, come ha affermato Brandi Geurkink, direttrice esecutiva della CITR, durante una conferenza stampa dopo l’udienza. L’organizzazione sostiene che la politica infligge danni significativi alla possibilità di studiosi di esprimersi e pubblicare liberamente. Ricercatori hanno riferito di aver posticipato discussioni pubbliche su lavori che temono possano mettere a rischio il loro status di visto.

Il governo, dal canto suo, ha difeso la politica sottolineando che il suo obiettivo principale è il comportamento di individui legati a governi stranieri, sostenendo che i ricercatori indipendenti non hanno nulla da temere. L’avvocato Zack Lindsey ha sostenuto in aula che la restrizione non si applica agli studiosi, nonostante le evidenze suggeriscano il contrario.

L’avvocata Carrie DeCell, rappresentante dell’Istituto Knight per il Primo Emendamento a favore della CITR, ha contestato questa affermazione, notando l’assenza di prove che dimostrino una collaborazione tra figure come Ahmed e governi stranieri.

L’ambiguità della Politica Governativa

In questo contesto, Boasberg ha sollevato interrogativi sulla chiarezza della definizione di “lavorare con un governo straniero”. Lindsey ha lasciato in sospeso cosa costituisca esattamente tale rapporto, creando ambiguità che, secondo DeCell, sembra essere una parte intrinseca di questa politica. Il Dipartimento di Stato sta cercando di mantenere un diritto esteso di limitare i visti, indipendentemente dai particolari di una determinata politica.

Le argomentazioni in aula hanno messo in discussione la legalità della situazione attuale, soprattutto in merito al diritto della Corte di dichiarare un’affermazione di costituzionalità di una politica nel contesto di una sfida legale presentata da un titolare di visto in procinto di deportazione. Boasberg ha prospettato: “Non importa quanto sia assurda una politica, non ci sarebbe modo di contestarla?”, ponendo interrogativi sul modo in cui la legge possa intervenire in tali casi.


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