L’acqua che scompare prima ancora di arrivare ai rubinetti: il grande problema invisibile della Sicilia

L’acqua che scompare prima ancora di arrivare ai rubinetti: il grande problema invisibile della Sicilia

Quando una superficie d’acqua è esposta all’aria, una parte delle molecole passa continuamente allo stato di vapore. È un processo naturale, ma temperature elevate, sole intenso, vento e bassa umidità possono accelerarlo.

Il problema è che una diga siciliana può contenere milioni di metri cubi d’acqua e avere una superficie enorme esposta direttamente all’atmosfera. Durante le settimane più calde dell’estate, quindi, l’evaporazione può diventare una perdita tutt’altro che trascurabile.

Secondo i dati riportati dall’ANSA, l’evaporazione legata alle alte temperature incide per circa il 15 per cento sulla perdita registrata negli invasi.

È una delle conseguenze meno visibili del cambiamento climatico: non serve che una diga abbia una perdita nella struttura perché l’acqua diminuisca. Può semplicemente finire nell’atmosfera.

Ma quanta acqua abbiamo davvero?

C’è un altro aspetto che spesso sfugge quando si leggono i dati sulle dighe.

Al primo agosto 2026, nei 30 invasi monitorati dall’Autorità di bacino della Regione Siciliana risultavano 500,71 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 566,78 milioni del mese precedente.

Questa è però una quantità lorda. Non tutta quell’acqua può essere effettivamente utilizzata.

Una parte degli invasi è occupata dai sedimenti accumulati negli anni e una parte costituisce il cosiddetto volume morto, cioè una quantità che non può essere normalmente prelevata. Considerando circa 140 milioni di metri cubi non effettivamente disponibili, la risorsa utilizzabile scende nell’ordine dei 350 milioni di metri cubi.

È la differenza tra sapere quanta acqua c’è dentro una diga e sapere quanta acqua può realmente arrivare dove serve.

La Sicilia non è però nella stessa situazione di un anno fa

Il quadro va letto anche senza creare allarmismi.

Rispetto al primo agosto 2025, infatti, la situazione degli invasi siciliani è decisamente migliore. La Regione segnala 500,71 milioni di metri cubi nel 2026 contro 311,42 milioni nello stesso periodo del 2025, con un incremento di oltre il 60 per cento.

Questo significa che la Sicilia parte da una situazione molto più favorevole rispetto alla drammatica crisi idrica degli anni precedenti. Ma significa anche che la quantità d’acqua disponibile non può essere considerata una risorsa inesauribile.

Il dato più interessante, quindi, non è soltanto quanta acqua c’è oggi nelle dighe, ma quanto velocemente quella riserva diminuisce.

  • Il vero problema potrebbe essere ciò che succede dopo la diga

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