Marcia per la pace in Sri Lanka: attivisti chiedono diritti per gli animali

Marcia per la pace in Sri Lanka: attivisti chiedono diritti per gli animali

“Organizzare il viaggio per un animale è stato più complesso che per un umano, poiché richiede una notevole documentazione e approvazioni”, ha dichiarato Melpitiye Wimalakitti, uno dei monaci coinvolti nella fase sri lankese della marcia. La presenza di Aloka, diventata un’icona globale di pace, è stata considerata fondamentale per il significato dell’evento. Prima della sua partenza, si sono diffuse perplessità riguardo a potenziali incontri con i numerosi cani randagi presenti in Sri Lanka e voci sui social media hanno sostenuto l’intenzione delle autorità di rimuovere i cani dal percorso della marcia. I gruppi di tutela degli animali hanno fortemente avversato tali misure, definendole inumane ed inefficaci.

Dopo varie discussioni, è stato chiarito che non ci sarebbe stato alcun programma di rimozione dei cani. Questo episodio ha comunque messo in evidenza le delicata gestione dei cani randagi in Sri Lanka, secondo Gihan Dinushka, un attivista della Coalition for Animal Welfare, un’alleanza impegnata nella difesa degli animali. Senza un censimento completo, il numero di cani randagi in Sri Lanka è stimato attorno ai 2,5 milioni. In questa regione, i cani liberi tendono a formare gruppi territoriali, il che può aumentare i conflitti quando animali estranei entrano nel loro territorio.

Con l’aumento delle temperature e dell’umidità, le condizioni climatiche rappresentano un altro fattore di preoccupazione, con l’ufficio meteorologico che avverte di un rischio maggiore di stress da calore. Queste condizioni sono particolarmente sfavorevoli per gli animali, soprattutto per uno in fase di recupero da un’operazione. La situazione del clima ha sollevato interrogativi sul livello di adattamento di Aloka, considerando il suo difficile passato.


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