Australia intensifica i test sismici: esperti avvertono sugli impatti devastanti sulla vita marina.

Australia intensifica i test sismici: esperti avvertono sugli impatti devastanti sulla vita marina.

Nonostante queste lacune, la tecnologia sta diventando parte delle strategie di transizione energetica in Australia. Sulla costa nord-ovest dello stato dell’Australia Occidentale, la compagnia petrolifera australiana Woodside Energy Ltd. propone vasti nuovi sviluppi di gas che utilizzeranno sondaggi sismici non solo per cercare gas, ma anche per monitorare i siti di stoccaggio di carbonio offshore.

Secondo la proposta, il diossido di carbonio catturato durante la produzione di gas verrebbe iniettato in formazioni rocciose profonde sotto il fondale marino. Se approvato, il progetto potrebbe segnare un cambiamento nel ruolo dei sondaggi sismici, passando da strumenti di esplorazione a una caratteristica ricorrente delle ambizioni australiane di raggiungere le emissioni nette zero.

Purtroppo, l’espansione della CCS potrebbe amplificare gli impatti negativi sui marine ecosistemi. La tecnologia di monitoraggio sta diventando sempre più sofisticata, il che potrebbe ridurre la necessità di sondaggi sismici frequenti in futuro. Eppure, secondo la proposta di Woodside, i sondaggi sismici verrebbero eseguiti ogni cinque anni circa per monitorare i siti di stoccaggio.

Le sfide e le opportunità del CCS

La tecnologia CCS non è nuova. Dalla fine degli anni ’70, il CO2 catturato è stato iniettato nei giacimenti petroliferi per migliorare i tassi di estrazione, una pratica nota come recupero avanzato di petrolio. La maggior parte dei progetti CCS nel mondo è ancora legata alla produzione di petrolio. Solo negli ultimi anni sono emersi progetti dedicati allo stoccaggio del carbonio, utilizzando la tecnologia per ridurre le emissioni anziché aumentare la produzione di combustibili fossili.

Supportatori del CCS sostengono che consente riduzioni delle emissioni in settori quasi impossibili da elettrificare completamente. Il geologo Peter Cook, advisor al Peter Cook Centre for CCS Research dell’Università di Melbourne, afferma che è indispensabile per raggiungere gli obiettivi di emissioni nette zero.

La vera sfida, tuttavia, risiede nell’economia e nelle performance. Il progetto Gorgon, di proprietà della Chevron, è attualmente l’unico progetto CCS funzionante su scala comparabile alla proposta di Woodside e ha sistematicamente mancato gli obiettivi di stoccaggio.

In caso di realizzazione di queste iniziative, i sondaggi sismici potrebbero diventare uno strumento regolare nello sviluppo offshore, ripetendosi negli stessi sistemi marini ogni pochi anni per decenni, mentre la scienza sugli impatti cerca di recuperare terreno.

Fonti ufficiali:

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