Autonomia differenziata: i giovani del Sud partono svantaggiati, serve investire nella scuola.
Riflessioni sulla crescente violenza giovanile
Nonostante l’ideale di un’educazione inclusiva e rigenerante, Nicola Gratteri ha messo in luce le difficoltà del contesto attuale. “Il livello morale ed etico sta diminuendo”, ha affermato, lamentando una crescente violenza tra i giovani. Crimini che fino a poco tempo fa venivano commessi da adulti si stanno verificando sempre più frequentemente tra ragazzi di 12 o 13 anni. Questo è un fenomeno che preoccupa e richiede un intervento urgente.
Gratteri ha sostenuto la necessità di un approccio strutturale e coordinato per affrontare questo problema. “La violenza è il risultato di molteplici fattori”, ha spiegato, invitando a intervenire su vari fronti. Questo implica investire nella formazione scolastica e supportare il terzo settore e il volontariato, che anch’esso ha necessità economiche e strutturali.
In un altro convegno tenutosi all’Università Lumsa di Roma, il procuratore aveva già evidenziato una realtà preoccupante: “Ci sono molti ragazzi che non sanno leggere e scrivere in italiano. Le carceri minorili sono piene di analfabeti. Questo è il dramma contemporaneo”. Gratteri ha quindi sottolineato l’importanza di pensare a lungo termine, investendo in istruzione e nella crescita del terzo settore.
