Case troppo vicine al mare, il rischio cresce: così i cambiamenti climatici minacciano le coste siciliane
È in questo scenario che assume particolare importanza il tema della delocalizzazione. Il presidente di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo, ha rilanciato le parole del capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina sulla necessità di riconoscere che, in alcuni luoghi, determinate abitazioni non possono essere semplicemente protette all’infinito.
È un cambio di prospettiva significativo. Per anni la risposta al rischio è stata spesso cercare di difendere ciò che già esiste attraverso opere di protezione, ricostruzioni e interventi di emergenza. Ma se la linea di costa continua a cambiare, può arrivare il momento in cui arretrare diventa più efficace e più sicuro che continuare a costruire barriere contro il mare.
Delocalizzare una casa, naturalmente, non è un’operazione semplice. Significa affrontare questioni economiche, sociali, urbanistiche e anche affettive. Per questo servono una mappatura precisa delle aree più esposte, programmi pluriennali, risorse pubbliche e regole trasparenti per accompagnare i proprietari nel trasferimento.
Diverso è il discorso per molte infrastrutture pubbliche. Una strada sul lungomare, un parcheggio o una pista ciclabile possono essere ripensati e, dove tecnicamente possibile, arretrati senza dover affrontare le stesse procedure necessarie per spostare un’abitazione privata. È proprio su questo punto che la prevenzione potrebbe diventare concreta: dopo una mareggiata o un evento estremo, ricostruire esattamente ciò che è stato distrutto nella stessa posizione non sempre significa ricostruire meglio.
La sfida della Sicilia sarà quindi imparare a lasciare spazio al mare. Significa smettere di considerare la costa come un confine immobile e riconoscerla per quello che è: un ambiente dinamico, che cambia nel tempo e che deve poter assorbire parte degli effetti delle mareggiate.
La vera prevenzione, in alcuni territori, potrebbe non essere costruire una barriera più alta, ma togliere ciò che si trova nel posto sbagliato. Perché davanti a un clima che cambia, anche la sicurezza delle nostre case passa dalla capacità di capire quando è arrivato il momento di arretrare.
