Emozioni a Padova: l’addio a Alex Zanardi, la sua handbike sull’altare.
PADOVA (ITALPRESS) – Il cielo ha pianto Alex Zanardi durante la sua cerimonia di commiato questa mattina a Padova. Una pioggerellina costante ha accompagnato la folla numerosa, accorsa all’esterno della Basilica di Santa Giustina per dare l’ultimo saluto all’ex pilota e campione paralimpico. Tra i presenti c’erano numerose figure illustri, tra cui l’ex campione di sci Alberto Tomba, l’ex presidente del CONI Giovanni Malagò, la campionessa paralimpica Bebe Vio, e i presidenti della Regione Veneto Alberto Stefani e Luca Zaia.
Le Celebrazioni e le Parole di Don Marco Pozza
La funzione religiosa è stata presieduta da don Federico Lauretta, parroco della basilica, insieme a don Marco Pozza, cappellano del carcere “Due Palazzi” e amico dell’ex pilota. Durante l’omelia, don Pozza ha condiviso un episodio toccante, avvenuto dieci anni fa in un Autogrill dell’A14, dove si trovava assieme a Zanardi e a due detenuti. “Avete fatto un gran bel casino, però tanto di cappello per come state scavando dentro di voi”, esordì il pilota, dimostrando il suo straordinario spirito umano. Questo ricordo ha dato spunto a don Pozza per riflettere sull’importanza dei “cinque secondi in più che fanno la differenza, quelli degli affetti, dell’amore”. In un mondo di certezze, ha descritto Zanardi come “un uomo di congiuntivo, in contrapposizione a chi ama l’indicativo”: “Oggi chi ama l’indicativo piange l’atleta, chi osa il congiuntivo rimpiange l’uomo”.
