Muore a 72 anni Nan Schaffer, veterinaria pioniera nella riproduzione dei rinoceronti.
La Lotta contro l’Estinzione
“Una delle grandi tragedie del XXI secolo,” disse una volta Nan Schaffer, “sarà l’umanità in quanto omogeneità.” Questa frase rappresenta non solo un monito, ma anche una diagnosi del nostro tempo. In un mondo in cui i paesaggi si semplificano e le specie si riducono a frammenti, Schaffer si concentrava su ciò che andava perso quando la diversità cominciava a svanire.
Per specie come i rinoceronti, questa erosione della differenza era già in atto. Nelle gabbie controllate di uno zoo, dove un animale di quattro tonnellate può rifiutarsi di accoppiarsi o di portare avanti la gravidanza, l’estinzione sembra un processo burocratico. È una questione di segnali mancati, accoppiamenti incompatibili e tempo perso in piccole frazioni. Per il rinoceronte – antico, solitario e sempre più isolato – la sopravvivenza dipende spesso non dall’azione drammatica del mondo naturale, ma dalla pazienza di coloro che sono disposti a studiare la sua biologia più intima.
La Schaffer ha dedicato gran parte della sua vita a questo paziente e tecnico impegno. Credeva che affinché i rinoceronti potessero continuare a esistere, fosse necessario che le persone trovassero modi per aiutarli a riprodursi, specialmente quando le popolazioni frammentate non potevano più sostenere la riproduzione da sole. Ha iniziato a lavorare nel campo della fisiologia riproduttiva di grandi mammiferi in pericolo, un settore che quasi non esisteva all’epoca.
Era considerata una delle massime autorità mondiali nella riproduzione dei rinoceronti e ha pubblicato ampiamente, tenendo conferenze internazionali e sviluppando tecniche che aiutavano a spiegare perché i rinoceronti in cattività spesso fallivano nella riproduzione. I problemi si presentavano sotto vari aspetti. Le femmine avevano aborti, i maschi producevano sperma con poco o nessuno spermatozoo vitale. Anche quando gli animali erano accoppiati, l’atto stesso di accoppiamento poteva essere violento o inefficace, riducendo ulteriormente un già fragile pool genetico.
