Nuove tecniche di indagine rivelano sorprendenti scoperte sulla biodiversità del Madagascar.
### Un monitoraggio globale della biodiversità
A livello mondiale, in 83 siti, i ricercatori affiliati a LIFEPLAN hanno monitorato artropodi, funghi, mammiferi e uccelli. Questa attività ha ampliato un precedente progetto, l’Insect Biome Atlas, che ha mappato la biomassa degli insetti in Svezia e Madagascar tra il 2019 e il 2020. Attraverso un programma globale più ampio, si utilizzano metodi identici per confrontare la biodiversità in modo consistente e studiare come le variazioni climatiche e la pressione umana possano influenzare gli ecosistemi futuri.
“Questi sequenziamenti rappresentano organismi mai visti prima. Molti taxa rimangono sconosciuti a livello globale,” commenta Tomas Roslin, ecologo presso l’Università Svedese delle Scienze Agricole e uno dei leader del progetto LIFEPLAN.
Fino ad oggi, il progetto ha raccolto 177 anni di registrazioni audio, 21 milioni di immagini da trappole fotografiche, 7.000 campioni di suolo, 19.000 insetti catturati con trappole Malaise e 29.000 campioni da campionatori di cicloni per analizzare le spore fungine. In Madagascar, questo imponente lavoro è stato realizzato in oltre 50 località, che coprono l’intero gradiente climatico del paese. Gran parte dell’attività ha fatto affidamento sulle comunità locali, che hanno mantenuto una rete di strumenti di campionamento e hanno regolarmente caricato i dati.
## Le sfide del lavoro sul campo
Il lavoro sul campo ha presentato molte sfide. Strade inaccessibili, copertura limitata della rete cellulare e forti piogge nella parte orientale del paese, che talvolta danneggiavano l’attrezzatura, hanno ostacolato le attività. È risultata complessa anche la formazione del personale locale, garantendo che avessero il livello di alfabetizzazione e familiarità con strumenti digitali necessari.
LIFEPLAN ha così fornito un quadro rivelatore della diversità degli insetti in Madagascar, con modelli che suggeriscono circa 255.000 specie di artropodi. Un nuovo studio condotto da Brian Fisher, entomologo presso l’Accademia delle Scienze della California, ha utilizzato i dati per testare se i modelli ambientali che spiegano la diversità dei vertebrati siano applicabili anche a artropodi e funghi.
### Nuove direzioni nella strategia di conservazione
I risultati di LIFEPLAN stanno già influenzando la pianificazione della conservazione in Madagascar. Recentemente, durante uno workshop nazionale sulla biodiversità, i tassonomisti si sono confrontati per identificare aree prioritarie per la protezione e l’esplorazione basata su dati aggiornati. Modelli realizzati con i dati LIFEPLAN hanno aiutato a stimare la probabilità di specie uniche in locazioni differenti, consentendo di identificare le aree che racchiudono la massima diversità di insetti.
“Con il nostro modello, sappiamo che più ci si allontana da un’area boschiva, maggiore è il cambiamento di specie,” afferma Fisher. “Fino a due terzi delle specie trovate in un luogo non si troveranno in un altro sito a solo 80 chilometri di distanza.”
Utilizzando questo approccio, il team ha dato priorità ai boschi più lontani dalle aree protette esistenti, realizzando una mappa delle 50 aree prioritarie per catturare le specie non rappresentate nella rete attuale.
### Monitoraggio a lungo termine della biodiversità
Creare un sistema sostenibile di monitoraggio della biodiversità richiede tempo e risorse, ma può essere adattato a specifici progetti di biomonitoraggio locale. Un programma pratico per il biomonitoraggio di 10 siti può costare tra 75.000 e 150.000 dollari all’anno, a seconda della accessibilità degli stessi, del processamento in laboratorio e dell’analisi dei dati. “Negli anni, questo consente di formare una base statistica significativa e i primi dati sui trend,” spiega Fisher.
Una strategia fondamentale è investire nella formazione di tecnici locali, capaci di mantenere l’attrezzatura, gestire il campionamento nel tempo e sviluppare competenze specializzate. Riconoscere cambiamenti significativi nelle comunità di artropodi richiederà un campionamento standardizzato nello stesso sito per almeno 10-15 anni. “È esattamente per questo motivo che stabilire una base ora, seguendo il protocollo rigoroso di LIFEPLAN, è così importante,” conclude Fisher.
Infine, Raharinjanahary sottolinea che l’obiettivo è trasformare i metodi di LIFEPLAN in un sistema di monitoraggio della biodiversità a lungo termine per le aree protette di Madagascar, in collaborazione con le autorità nazionali, ONG e aziende impegnate nel monitoraggio del successo della restaurazione.
## Fonti ufficiali
1. Hardwick, B. et al. (2024). LIFEPLAN: A worldwide biodiversity sampling design. PLOS ONE.
2. Ovaskainen, O. et al. (2024). Common to rare transfer learning (CORAL) enables inference and prediction for a quarter million rare Malagasy arthropods. Nature Methods.
3. Miraldo, A. et al. (2025). Data of the Insect Biome Atlas: A metabarcoding survey of the terrestrial arthropods of Sweden and Madagascar. Scientific Data.
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