Meta lancia Muse Image: utenti preoccupati per l’uso delle proprie foto.

Meta lancia Muse Image: utenti preoccupati per l’uso delle proprie foto.

“Puoi chiedergli di simulare un’immagine di te di fronte a un monumento storico, rimuovere un intruso dallo sfondo di una foto, o scrivere un prompt personalizzato per generare un codice QR funzionale”, propone l’azienda.

Contemporaneamente, Meta ha lanciato una serie di nuovi effetti AI per Instagram Stories, alimentati da Muse — la stessa piattaforma al centro delle preoccupazioni riguardanti il tagging delle foto. Questi effetti includono filtri personalizzabili che possono modificare foto già esistenti.

Meta afferma che l’uso del nuovo modello di AI è gratuito per “creazioni quotidiane”, ma gli utenti dovranno sottoscrivere un piano di abbonamento una volta superato un certo limite. La società ha anche annunciato che Muse Video — presumibilmente un generatore di video AI — è “già in fase di sviluppo”. TechCrunch ha contattato Meta per maggiori informazioni.

Nel corso dell’ultimo anno, Meta ha lanciato numerose app e servizi AI, tra cui un assistente chiamato Creator e Pocket, un’app utilizzabile per la creazione di videogiochi. Nonostante le critiche per una strategia AI poco chiara, l’azienda continua a investire significativamente nell’infrastruttura AI nel corso di quest’anno.

La Privacy è un Problema

Il passato di Meta in materia di privacy contribuisce all’ansia degli utenti nei confronti di Muse. Nel 2019, l’azienda ha pagato una multa record di 5 miliardi di dollari alla FTC dopo che è emerso che la società di consulenza politica Cambridge Analytica ha sfruttato impropriamente i dati di decine di milioni di utenti di Facebook, costruendo profili di targeting per l’elettorato in vista delle elezioni presidenziali americane del 2016.

Inoltre, nel 2021 Meta ha disattivato il sistema di riconoscimento facciale di Facebook, un strumento che identificava automaticamente le persone in foto e video, a causa di cause legali e pressioni normative. Questa funzionalità di tagging delle foto di Muse, impostata su “opt-out” per impostazione predefinita, segue un modello già segnalato da utenti e regolatori: l’uso esteso dei dati delle persone a meno che non decidano attivamente di disabilitarlo.

Fonti ufficiali: [Meta](https://about.fb.com/news/) | [TechCrunch](https://techcrunch.com) | [The Verge](https://www.theverge.com).

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