Rischio di ‘corporate capture’ dei minerali: l’allerta della leader indigena sul futuro del DRC.

Rischio di ‘corporate capture’ dei minerali: l’allerta della leader indigena sul futuro del DRC.

Agenong’a ha frequentato la conferenza per comprendere come gli interessi minerari internazionali stiano interagendo con la questione del cobalto nella RDC. Ha notato che la maggior parte dei circa 280 delegati rappresentava aziende minerarie o istituzioni strettamente legate al settore, creando un’atmosfera dominata da networking e lobbying. La situazione diventa ancora più complessa quando si considera che gli attori del settore sono ben finanziati e influenzano le politiche locali, a volte anche attraverso corruzione.

Un rapporto del Council on Foreign Relations del 2026 ha documentato la presenza di oltre 100 gruppi armati attivi nella RDC, contribuendo alla destabilizzazione delle catene di approvvigionamento minerario. Secondo il Global Witness, le multinazionali acquistano cobalto e altri minerali tramite intermediari che, in alcuni casi, si approvvigionano direttamente da gruppi militari.

Mancanza di trasparenza e responsabilità

Commenti di Agenong’a arrivano in un contesto di crescente presa di coscienza globale circa l’etica e la tracciabilità delle catene di approvvigionamento dei minerali critici. I produttori di batterie e le aziende minerarie stanno promuovendo sistemi di certificazione e standard di due diligence, con l’obiettivo di garantire ai consumatori che i minerali siano ottenuti in modo responsabile.

Tuttavia, Agenong’a ha messo in discussione l’affidabilità di molti di questi sistemi, chiedendo: “Se paesi che non producono cobalto stanno esportando quantità crescenti di questi minerali, specialmente durante i conflitti in RDC, da dove proviene tutto questo?”. Le sue osservazioni pongono interrogativi sulla veridicità delle certificazioni e sulla protezione delle comunità locali.

Inoltre, ha criticato la debolezza del controllo parlamentare nel settore minerario, affermando che alcuni politici beneficiano personalmente degli interessi minerari, rendendo difficile un’analisi significativa. “Abbiamo politici che non sono interessati a questi problemi perché hanno interessi personali nell’industria mineraria”, ha affermato.


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