Squalo spada, delfini e balene: l’UE cerca di limitare le reti a strascico.

Squalo spada, delfini e balene: l’UE cerca di limitare le reti a strascico.

Gravi conseguenze per la fauna marina

Le reti a strascico, che pendono verticalmente in acqua, non solo catturano pesci pelagici come tonni e pesci spada, ma anche squali, tartarughe, delfini e altre specie marine. Questo ha suscitato forti critiche da parte dei conservazionisti, in quanto la pesca con reti a strascico contribuisce al declino delle popolazioni ittiche. Negli ultimi decenni, il dibattito sull’uso di queste reti si è intensificato, specialmente nel Mediterraneo, un’importante rotta migratoria sottoposta a forti pressioni da sovrapesca, inquinamento e cambiamenti climatici.

Recentemente, gli sforzi internazionali per inasprire la legislazione sulle reti a strascico nel Mediterraneo hanno acquisito nuovo slancio. Gli stati membri dell’ICCAT stanno considerando una proposta volta a colmare le lacune nelle norme esistenti. La Commissione, che gestisce la pesca di specie altamente migratorie, ha presentato una proposta per chiarire la definizione di reti a strascico e ampliare le restrizioni anche oltre il Mediterraneo.


La proposta dell’Unione Europea punta a stabilire definizioni più chiare per le reti a strascico e a vietarne il possesso sulle imbarcazioni che mirano a determinate specie. Sarà importante anche estendere le restrizioni a parte dell’Oceano Atlantico. I funzionari UE hanno espresso l’ambizione di adottare questa misura durante l’incontro annuale dell’ICCAT previsto per novembre.

ICCAT conta 52 membri, tra cui l’Unione Europea e quattro paesi cooperanti. La maggioranza dei membri sembra favorevole a regolamentazioni più severe sulle reti a strascico. Tuttavia, ogni opposizione può impedire l’adozione di una proposta.

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