Aumento del rischio di collisioni con balene per la navigazione internazionale attorno al Sudafrica.
Attuazione di Misure di Riduzione del Rischio
Oltre alle restrizioni di velocità, la presenza di osservatori di mammiferi marini a bordo delle navi potrebbe contribuire a ridurre il rischio di collisioni. Vermeulen ha lavorato con il governo sudafricano e altri portatori d’interesse per promuovere la creazione di linee guida nazionali per le compagnie marittime, basate su pratiche internazionali, come quelle dell’Organizzazione Marittima Internazionale. Le misure di mitigazione attualmente attuate nelle aree molto trafficate del Nord del mondo verranno adattate alla regione e alle specie locali.
Attualmente, nel Sudafrica non esistono limitazioni di velocità obbligatorie o linee guida per affrontare il problema. Gli studi evidenziano che una nave in movimento veloce ha maggiori probabilità di causare danni letali a una balena. Introdurre limiti di velocità potrebbe avvenire immediatamente, mentre ulteriori ricerche sono necessarie per identificare rotte più sicure.
Inoltre, il recupero di alcune popolazioni di balene, dopo decenni di protezione dalla caccia commerciale, ha reso il conflitto tra esseri umani e fauna selvatica più complesso. Le popolazioni di megattere, ad esempio, stanno riprendendo quota nelle acque sudafricane, ma questo porta a un aumento del rischio di collisioni in un periodo in cui il numero di navi che attraversano quelle acque è in aumento.
Differenti specie di balene, specialmente quelle che non si sono ancora riprese come la balena franca australe (Eubalaena australis), rimangono vulnerabili. Vermeulen ha sottolineato che, se una nave colpisce un supergruppo di balene, il danno potrebbe estendersi a più esemplari.
In aggiunta, ci sono ancora molte incertezze riguardo alla distribuzione delle specie lontane dalle coste, come le balenottere, e data l’attuale mancanza di dati completi, gli scienziati non possono proporre delle rotte alternative sicure. Il governo sudafricano ha mostrato sostegno nei confronti degli sforzi per trovare soluzioni, e i colloqui con i soggetti del settore marittimo sono in corso.
Fonti: Global Fishing Watch, Dyer Island Conservation Trust, International Whaling Commission (IWC).
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