Clima e siccità, l’allarme: “L’Italia rischia una crisi irreversibile, servono interventi immediati”
Tra le principali cause della crisi climatica c’è l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, legato soprattutto all’utilizzo dei combustibili fossili. Un modello energetico basato ancora in larga parte su carbone, petrolio e gas continua infatti ad alimentare il riscaldamento globale.
La transizione verso fonti energetiche più pulite viene indicata come una delle priorità, insieme alla necessità di superare modelli di consumo fondati sullo spreco e su un utilizzo eccessivo delle risorse naturali.
Parallelamente diventa fondamentale rafforzare le politiche di adattamento. La gestione dell’acqua, in particolare, richiede una programmazione condivisa che coinvolga istituzioni, imprese, agricoltori e cittadini. La scarsità della risorsa idrica potrebbe infatti generare tensioni sempre maggiori tra diversi settori e territori.
Un ruolo centrale viene attribuito anche alla tutela degli ecosistemi. La rinaturazione dei fiumi, la protezione degli habitat e il recupero della funzionalità degli ambienti naturali possono aumentare la capacità dei territori di resistere agli effetti del cambiamento climatico.
La natura, infatti, rappresenta una delle principali difese contro gli eventi estremi: ecosistemi sani sono più resilienti e in grado di offrire servizi fondamentali, dalla regolazione delle acque alla protezione della biodiversità.
