Gita scolastica, Schettini: “Trovare docenti è difficile, si diventa genitori di 25 ragazzi.”
Ad oggi, la mancanza di una normativa chiara rende difficile per i docenti ricevere il giusto compenso per il tempo dedicato alle attività extrascolastiche. Non esiste alcuna legge che obblighi gli insegnanti ad accompagnare gli alunni durante le uscite; farlo è una decisione volontaria. La retribuzione, qualora prevista, è a discrezione delle singole istituzioni scolastiche e dipende da contratti specifici. Solo in rare occasioni si riesce a ottenere un compenso equo, e la maggior parte dei docenti si accontenta di rimborso spese variabile a discrezione della scuola.
Nel giugno 2025, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, aveva promesso un ripristino della diaria per gli insegnanti, ma ad oggi poco è stato realizzato. “È fondamentale riconoscere il valore del lavoro di chi si impegna a portare i ragazzi in gita”, aveva affermato, sottolineando la necessità di un supporto economico adeguato.
Per quanto riguarda i compensi, gli insegnanti accompagnatori non ricevono alcuna indennità specifica per le gite scolastiche. Negli ultimi anni, con l’entrata in vigore delle normative che hanno abolito le diarie per viaggi di istruzione, i docenti ricevono solo compensi relativi alle ore aggiuntive non di insegnamento, senza alcuna garanzia di pagamento. “Non ci sono certezze, e ogni scuola ha modalità diverse di compenso. È ora di far sentire la nostra voce su questa tematica”, ha affermato Galiano.
I docenti che decidono di accompagnare gli studenti lo fanno spesso per passione e per la volontà di offrire esperienze formative, capaci di lasciare un segno positivo nella vita degli alunni, ma il sistema attuale sembra non riconoscere adeguatamente il valore di questo impegno.
Fonti: Ministero dell’Istruzione; Il Resto del Carlino.
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