La vita marina triplica dopo il divieto di pesca al traino in Scozia.
La Necessità di Proteggere i Fondali Marini
Il danno ai fondali marini europei è così esteso che, per avere un riferimento su un ecosistema sano, i ricercatori sono stati costretti a consultare documenti storici, dato che oggi non esistono zone marine che corrispondano a quelle descrizioni antiche. Harris ha evidenziato quanto poco si conosca riguardo alla biodiversità dell’area prima dell’impatto devastante della pesca: “Molto del continente marino composto da sedimenti morbidi è stato sottoposto a trawling per così lungo tempo che non abbiamo documentato affatto bene quello che esisteva prima di distruggerlo”.
Le descrizioni storiche parlano di “foreste di animali” al largo delle coste del Regno Unito, ecosistemi ricolmi di comunità animali estremamente diversificate. Tali comunità includevano specie come ostriche e vermi a nido d’ape, che formavano una copertura complessa e ricca, essenziale per il sostentamento di altre forme di vita marina, come coralli e spugne.
In totale, il team di ricerca ha registrato più di 1.500 organismi in circa 100 litri di sedimento. “Se si considerano queste stime su tutta l’area MPA, ci si può aspettare miliardi di organismi”, ha osservato Harris. I risultati di questo studio rafforzano l’importanza della tutela degli ecosistemi marini, in risposta alle attività umane che da secoli minacciano la loro integrità.
