Giganti del fossile tradiscono gli impegni net zero con il gaslighting climatico.

Giganti del fossile tradiscono gli impegni net zero con il gaslighting climatico.

Giganti del fossile tradiscono gli impegni net zero con il gaslighting climatico.

Accuse ai Giganti del Petrolio: Ritirata dai Impegni Climatici

I grandi gruppi petroliferi hanno subito gravi accuse per aver “abbandonato in silenzio” gli impegni presi in materia di cambiamento climatico. Questo comportamento viene interpretato come una giustificazione per il continuo utilizzo di combustibili fossili, che contribuiscono all’inquinamento globale.

Recenti ricerche condotte da Clean Creatives, un progetto che riunisce esperti in comunicazione e pubblicità sensibili alle questioni climatiche, mostrano come i colossi del settore petrolifero abbiano cambiato la propria narrativa negli ultimi quattro anni. Questo cambiamento è avvenuto nonostante i ripetuti allarmi sul riscaldamento globale che affliggono il nostro pianeta.

Il Rapporto “Conti Tossici”

Il rapporto, intitolato “Conti Tossici: dal greenwashing al gaslighting”, esamina oltre 1.800 materiali di campagna creati dai giganti del petrolio come BP, Shell, ExxonMobil e Chevron tra il 2020 e il 2024. Questi materiali includono inserzioni su social media, spot televisivi, archivi, comunicati stampa e discorsi dei dirigenti aziendali.

All’inizio del periodo analizzato, le campagne promuovevano obiettivi climatici e promesse di transizione verso energie pulite, presentando le aziende come attori chiave di questa transizione. Tuttavia, nel 2023, la comunicazione ha iniziato a inquadrare petrolio e gas come risorse indispensabili per la stabilità economica e la sicurezza nazionale.

Secondo Clean Creatives, BP ha abbandonato gli impegni per emissioni nette zero, passando a campagne che giustificano l’espansione continua di petrolio e gas, riducendo le ambizioni sulle energie rinnovabili. L’analisi dimostra anche che Chevron ha mutato il suo posizionamento “Human Energy” in messaggi nazionalisti, collingando la produzione interna di combustibili fossili alla sicurezza economica.

L’Impatto del Gas Naturale e Altre Tecnologie

Il rapporto sottolinea che, nonostante le differenze nella retorica, tutte le major petrolifere seguono un narrativo simile: dal presentarsi come parte della soluzione al suggerire implicitamente che “non potete vivere senza di noi”. Le loro campagne promuovono sempre più il gas naturale liquefatto (GNL), la cattura e stoccaggio del carbonio (CCS), l’idrogeno blu, i biocarburanti e il diesel rinnovabile come soluzioni climatiche. Tuttavia, queste tecnologie sono spesso derivate dai combustibili fossili e hanno prove limitate di efficacia su larga scala.

Nayantara Dutta, responsabile della ricerca di Clean Creatives, ha dichiarato: “Il greenwashing ha assunto una nuova forma. Le grandi compagnie petrolifere non fanno più affermazioni false, ma promuovono soluzioni discutibili come la CCS e il gas naturale, perpetuando così una dipendenza a lungo termine da queste fonti.”

Il Ruolo della COP30 e le Risposte Globali

La transizione dai combustibili fossili è diventata un tema caldo durante il vertice ONU COP30 tenutosi a Belém. Nonostante il sostegno di oltre 90 paesi, tra cui Germania e Paesi Bassi, ogni riferimento ai combustibili fossili è stato escluso dall’accordo finale. Questo lascia un grande interrogativo sull’effettivo progresso verso un futuro sostenibile senza combustibili fossili.

Un rapporto di Carbon Majors ha recentemente evidenziato che 17 dei 20 principali emettitori del 2024 sono aziende controllate da paesi che hanno contribuito a bloccare la tabella di marcia della COP30. Tra questi paesi figurano Arabia Saudita, Iran e Russia. Questo scenario ha reso necessario un dibattito più ampio sulle politiche energetiche globali.

La Visione di Esperti sul Futuro Energetico

Robert Brulle, sociologo ambientale della Brown University, ha affermato: “Il passaggio dal greenwashing alla difesa del dominio dell’energia da combustibili fossili è l’ultima svolta retorica per manipolare l’opinione pubblica, accettando le emissioni di gas serra come una normale parte dell’attività economica.” A questo proposito, diversi esperti stanno esprimendo urgenza nel promuovere una transizione verso energie più pulite.

L’organizzazione no profit 350.org ha recentemente esortato i paesi del G7 a implementare una tassa sugli extraprofitti dei giganti dei combustibili fossili, accusati di approfittare della situazione di crisi in Medio Oriente. Parallelamente, un’analisi dell’Università di Oxford ha dimostrato che investire nelle energie rinnovabili sarebbe molto più efficace per abbattere il costo delle bollette familiari rispetto a continuare a sfruttare i combustibili fossili.

Il Futuro del Settore Energetico

Dana Schran, della coalizione Climate Action Against Disinformation (CAAD), ha messo in luce che “stiamo assistendo a un’evoluzione in tempo reale della disinformazione sul clima”. I colossi del petrolio, come BP e Shell, non negano più la crisi, ma riscrivono la storia per far apparire l’espansione dei combustibili fossili come necessaria e responsabile. Questa strategia mira a proteggere l’influenza politica e i profitti, proprio mentre gli effetti del cambiamento climatico si intensificano.

È evidente che il settore energetico dovrà affrontare sfide senza precedenti nei prossimi anni, mentre l’attenzione globale si concentra su un futuro più sostenibile e responsabile. In effetti, il cambiamento non può più essere rimandato.

Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *