Nuove Indicazioni Nazionali: cambiamenti nella valutazione scolastica, intervista al prof. Corsini.
Quali sono i possibili conflitti generati da questo approccio?
Il rischio più significativo è quello di confliggere con la libertà di insegnamento, un diritto sancito dalla Costituzione. La valutazione in itinere non dovrebbe essere un aspetto burocratico separato; è parte fondamentale della didattica. Esigere che un docente utilizzi strumenti specifici per fornire feedback implica imporre scelte metodologiche, il che non è compatibile con il principio della libertà di insegnamento. È una cosa condividere obiettivi e visioni, un’altra è prescrivere strumenti.
Quindi, la questione riguarda l’interpretazione della collegialità?
Esattamente. La collegialità è un valore importante, ma non può diventare un vincolo rigido o un’imposizione. Nelle Indicazioni manca un richiamo esplicito alla libertà d’insegnamento, quasi come se l’autonomia professionale fosse un aspetto secondario. Questo è un errore, anche dal punto di vista normativo: le Indicazioni dovrebbero definire traguardi e obiettivi, non imporre configurazioni organizzative o gerarchie tra organi collegiali e libertà individuale.
