Doppio aumento dei omicidi per conflitti territoriali in Brasile, soprattutto nell’Amazonia.
Violenza e uccisioni tra le comunità indigene in Brasile
Il 12 giugno 2025, Everton Lopes Rodrigues, un giovane di 21 anni appartenente al popolo Avá Guarani, è stato trovato decapitato nello stato del Paraná, nel sud del Brasile. Figlio del capo del villaggio indigeno Yvyju Avary, la sua morte ha scosso profondamente la comunità. Accanto al suo corpo, i suoi assassini hanno lasciato una lettera contenente minacce gravi nei confronti delle comunità indigene. Pochi mesi prima, un altro membro della stessa comunità, Marcelo “Ku’i” Ortiz, anche lui Avá Guarani, aveva subito un destino simile, con la sua testa affissa a un palo.
Questi tragici eventi sono solo parte di un quadro più ampio di violenza legata ai conflitti per la terra in Brasile. Secondo un rapporto della Commissione Pastorale della Terra (CPT), un’organizzazione non profit vicina alla Chiesa Cattolica, nel 2025 sono state registrate 26 uccisioni legate a conflitti agrari. Di queste, sette vittime erano indigene e dieci lavoratori rurali senza terra.
