Doppio aumento dei omicidi per conflitti territoriali in Brasile, soprattutto nell’Amazonia.
Uno di questi massacri è avvenuto nel comune di Vilhena, nello stato di Rondônia. Nel giugno 2025, una banda di assalitori ha dato fuoco alla casa di Josenir Vieira de Oliveira, presidente di un’associazione di piccoli agricoltori. Oliveira e due suoi familiari, Alex de Oliveira e Luciana Cristiano de Souza, hanno perso la vita nell’incendio. Secondo quanto riportato dalla CPT, qualche mese prima, Oliveira aveva già segnalato a un consigliere locale che un gruppo di invasori aveva occupato parte delle loro terre, minacciando la sua famiglia. Prima di morire, Oliveira aveva comunicato la sua intenzione di dimettersi dalla presidenza dell’associazione a causa delle minacce subite.
In un altro caso, avvenuto a gennaio 2025, un agricoltore ha aperto il fuoco su Francisco “Cafu” do Nascimento de Melo, un occupante senza terra, uccidendolo sul colpo. I residenti della zona hanno riferito a un’emittente locale che l’agricoltore aveva precedentemente minacciato diverse famiglie. “Questo caso ha avuto un’enorme eco locale, poiché la vittima, Cafu, era molto amata dalla sua comunità”, hanno dichiarato le forze dell’ordine. Il contadino è stato arrestato per omicidio.
La CPT ha potuto documentare che il 77% delle uccisioni legate ai conflitti per la terra nel 2025 sono state perpetrate da agricoltori, sia direttamente che attraverso sicari. Questo grave dato mette in luce la crescente tensione tra le comunità indigene e i proprietari terrieri, spingendo a interrogarsi sulle misure necessarie per proteggere i diritti delle popolazioni vulnerabili.
