Il commercio illegale di fauna selvatica minaccia gli ecosistemi montani nell’Himalaya.
Allo stesso modo, Babar Khan, coautore dello studio, ha notato un aumento significativo del commercio di fauna selvatica digitale, con sindacati che operano su piattaforme di social media utilizzando nomi in codice. Questo nuovo modo di operare rappresenta una sfida ulteriore per le autorità, rendendo più difficile il contrasto a queste attività illecite.
Oltre alla perdita di biodiversità, il commercio di fauna selvatica aumenta il rischio di malattie zoonotiche. Infatti, più del 75% delle pandemie ha origini animali, il che sottolinea l’urgenza di una risposta coordinata a questo problema.
Raccomandazioni per Combattere il Traffico Illegale
Gli autori dello studio suggeriscono di rafforzare le capacità istituzionali per la legislazione e l’applicazione delle leggi. È necessaria anche una maggiore cooperazione regionale attraverso organismi come il South Asia Wildlife Enforcement Network. Gardez Wangchuk ha affermato che è fondamentale mappare le filiere di approvvigionamento e i punti caldi del bracconaggio utilizzando immagini satellitari e tracciamento GPS.
Khan ha proposto un approccio “One Health”, adottando una strategia che considera la salute umana, quella animale e degli ecosistemi come inseparabili. Questa visione olistica è essenziale per affrontare le sfide rappresentate dal commercio illegale di fauna selvatica e dalle malattie zoonotiche che ne derivano.
Per ulteriori dettagli, puoi leggere l’articolo completo di Vandana K. qui.
Immagine di copertura: Scaglie di pangolino utilizzate come bracciale portafortuna (a sinistra) e scaglie e artigli indossati come talismano (a destra). Immagini di D’Cruze N, Singh B, Mookerjee A, Harrington LA, Macdonald DW tramite Wikimedia Commons (CC BY 4.0).
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