Dopo il boom della quinoa, agricoltori boliviani affrontano suoli degradati e stress climatico.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Dopo il boom della quinoa, agricoltori boliviani affrontano suoli degradati e stress climatico.

La Quinoa e la sua Storia nelle Ande

La quinoa, un pseudocereale, viene coltivata nelle Ande sin dai tempi pre-ispanici. Negli anni 2010-2014, il boom della quinoa ha portato benefici a molti agricoltori della regione, sebbene la sua produzione intensificata abbia anche comportato problemi come l’esaurimento del suolo, l’aumento dell’erosione e conflitti sociali. I cambiamenti climatici e le variazioni nei modelli meteorologici regionali hanno aggravato ulteriormente la situazione, causando gelate, piogge e ondate di caldo più frequenti e irregolari, rendendo la produzione di quinoa sempre più difficile.

La maggior parte della quinoa boliviana esportata è contrabbandata attraverso il Perù e venduta come quinoa peruviana, complicando gli sforzi dei produttori boliviani di trarre beneficio dall’uso di semi di qualità superiore. Gli agricoltori dell’Altiplano meridionale della Bolivia stanno cercando di coltivare una variante premium di questo cereale per evitare intermediari e ottenere un prezzo maggiore, ma spesso mancano di supporto governativo e accesso diretto ai mercati.

I Rischi e le Opportunità della Coltivazione di Quinoa

Aroma Marka, in Bolivia, è un esempio perfetto di questo dinamico settore agricolo. Le colline attorno a questo piccolo centro sono un’esplosione di colori con i baccelli dorati, rossi e neri della quinoa che punteggiano il paesaggio altrimenti brullo dell’Altiplano. A un’altitudine di 3.800 metri, la regione si estende su buona parte dell’ovest della Bolivia e si insinua in Perù, Cile e Argentina.

Il boom della quinoa ha inizialmente portato molte persone a tornare nei loro luoghi di origine per approfittare dell’opportunità di guadagnare grazie alla coltivazione di questo prezioso cereale. Walter Canaviri, un produttore locale, ricorda che la corsa alla produzione portò a conflitti tra agricoltori e a un degrado ecologico significativo. “È stato un periodo triste per questa area perché tutti si sono volti contro tutti,” ha dichiarato a Mongabay.

Nonostante i benefici iniziali, la fioritura della quinoa ha causato danni agli ecosistemi locali, degrado del suolo e conflitti sociali, amplificati dai cambiamenti climatici. Gli agricoltori come Canaviri stanno cercando di coltivare la quinoa reale, differenziandola dalle varietà meno nutrienti, ma hanno difficoltà a ricevere prezzi adeguati per il loro prodotto a causa della mancanza di accesso ai mercati internazionali.

La quinoa ha rappresentato una risorsa fondamentale per le comunità andine per millenni, ma la sua coltivazione è stata ostacolata per lungo tempo dalle colonizzazioni spagnole, che ne vietarono la coltivazione a favore di cereali come orzo e frumento. Solo con la crescente consapevolezza globale nel ventunesimo secolo, la quinoa ha guadagnato importanza sul mercato internazionale. Nel 2013, le sue quotazioni sono schizzate a livelli record: da meno di un dollaro al chilo, i prezzi hanno raggiunto quasi i 7 dollari al chilo.

I produttori di quinoa boliviani hanno dovuto affrontare numerosi ostacoli, tra cui la concorrenza globale e la precarietà dei prezzi. Mentre questo cereale continua a vendere più degli altri prodotti tipici dell’Altiplano, come le patate, il suo costo è ora stabilizzato ben al di sotto dei livelli massimi storici. Gli agricoltori hanno adottato metodi di produzione intensiva, a scapito della biodiversità e della salute del suolo, rendendo le coltivazioni vulnerabili a variazioni climatiche e aumenti di parassiti.

In una nuova era di sfide climatiche, i produttori di quinoa della Bolivia, da una parte, devono affrontare problematiche legate a gelate inusuali e alla scarsità d’acqua, dall’altra parte, sono spinti a trovare soluzioni sostenibili. Le loro esperienze quotidiane rivelano un’economia fragile, irta di insidie e opportunità di sviluppo. Come ben sottolineato dal professor Marco Antonio Patiño Fernández, “la quinoa potrebbe rappresentare un punto di partenza per una nuova fase di progresso agricolo, ma è necessario un approccio sostenibile.”

Grazie alla crescente consapevolezza globale sulla nutrizione, la quinoa ha il potenziale per promuovere lo sviluppo economico nelle regioni andine. L’Associazione dei Produttori di Quinoa Ecologica e Camelidi (APREQC) sta perseguendo metodi di coltivazione biologica per ottenere prezzi migliori, evitando l’uso di pesticidi chimici. Attraverso l’associazione, i produttori sperano di aumentare l’accesso al mercato e migliorare le loro condizioni economiche. Tuttavia, il contrabbando verso il Perù continua a essere un ostacolo significativo, ostacolando la crescita di una filiera produttiva equa.

Nonostante tutto, le potenzialità della quinoa non sono ancora state completamente sfruttate. Le foglie, ad esempio, presentano un contenuto proteico maggiore rispetto ai semi stessi. Inoltre, la ricerca ha portato all’innovazione di prodotti alimentari come barrette e biscotti, che potrebbero trovare un buon mercato interno. La cooperativa deve affrontare una mancanza di promozione e riconoscimento dei prodotti locali, un gap che, se colmato, potrebbe avviare un rinnovamento nel settore della quinoa.

Infine, l’attenzione sulle pratiche agricole sostenibili è fondamentale per il futuro della quinoa in Bolivia. La conservazione delle varietà tradizionali e l’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa possono contribuire a proteggere non solo l’industria della quinoa, ma anche l’ambiente. Come afferma il dottor Gonzalo Mondaca, specialista in litio, “l’estrazione intensiva di litio potrebbe inficiare ulteriormente le dinamiche idriche e contribuisce a cambiamenti problematici per l’agricoltura.”

È essenziale che il governo e le organizzazioni locali collaborino per promuovere politiche agricole sostenibili, migliorare l’accesso ai mercati e incrementare la consapevolezza riguardo ai prodotti locali, permettendo così ai coltivatori di affrontare le sfide odierne e di cogliere le opportunità future con fiducia e determinazione.

Fonti:
1. Bonifacio, A., Aroni, G., Villca, M., & Bentley, J. W. (2022). “Recovering from quinoa: Regenerative agricultural research in Bolivia.” Journal of Crop Improvement, 37(5), 687-708. doi:10.1080/15427528.2022.2135155
2. Angeli, V., et al. (2020). “Quinoa (Chenopodium quinoa Willd.): An overview of the potentials of the ‘golden grain’.” Foods, 9(2), 216. doi:10.3390/foods9020216
3. Fundación de Biodiversidad Alimentaria. (2021). “Quinua: Una historia de injusticias y contradicciones.” Cuadernos Médico Sociales, 61(1), 75-81. doi:10.56116/cms.v61.n1.2021.28
4. Alandia, G., et al. (2020). “Global expansion of quinoa and challenges for the Andean region.” Global Food Security, 26, 100429. doi:10.1016/j.gfs.2020.100429.

Questa versione dell’articolo fornisce una visione dettagliata della quinoa in Bolivia, evidenziando la sua storia, le sfide e le opportunità future, organizzata in un formato adatto per Google Discover.

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