Pesca artigianale in Senegal: alto numero di squali e mante in pericolo, secondo uno studio.
I dati dello studio e l’importanza della ricerca
Lo studio, pubblicato nel marzo 2026 sulla rivista Ecology and Evolution, ha analizzato le catture di squali, razze e pesci chitarra in due importanti centri di lavorazione della pesca artigianale, Kafountine ed Elinkine, nella regione della Casamance, tra giugno 2021 e luglio 2022. La maggior parte delle catture riguardava specie a rischio di estinzione e molte venivano scambiate all’estero senza i permessi di esportazione obbligatori, secondo i dati raccolti.
Gli autori dello studio hanno contato direttamente oltre 100.000 esemplari di squali, razze e pesci chitarra, ma hanno stimato che il numero reale potesse essere almeno di 174.000 poiché molti esemplari erano accatastati e difficili da contare. Il numero riscontrato è sorprendentemente alto, afferma la principale autrice Rima Jabado, presidente del Gruppo di Specialisti degli Squali dell’UICN, l’autorità globale per la conservazione della fauna selvatica.
Jabado sottolinea che il lavoro dovrebbe essere visto come prova di un grave problema, piuttosto che come limite all’effettiva scala di sfruttamento. Poiché i ricercatori hanno esaminato solo due dei numerosi siti di sbarco del paese, si stima che il totale delle razze e degli squali catturati e lavorati annualmente possa oscillare tra 1,7 milioni e 3,5 milioni di esemplari.
Negli ultimi anni, scienziati e organizzazioni ambientaliste hanno espresso preoccupazioni riguardo agli effetti della pesca industriale sulla vita marina in Africa occidentale. Queste operazioni, anche se raramente riportate e scarsamente regolate, sono generalmente più visibili e sottoposte a controlli più rigorosi rispetto alla pesca artigianale, rendendo più facile valutarne l’impatto complessivo.
